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"Quel prete è scomunicato, chi va al suo incontro a Brindisi commette peccato mortale"

Il comunicato dell'arcidiocesi sulla presenza di Enrico Bernasconi, che non riconosce papa Bergoglio. Celebrata una messa in latino con una cinquantina di persone

BRINDISI - Per la Chiesa cattolica, chi commette un peccato mortale è condannato all'inferno. Questa pena viene inflitta se si infrangono i dieci comandanti o se si è presenti a un incontro a Brindisi, avverte l'Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni. Già, perché - si legge in una nota sul sito ufficiale della circoscrizione - "chi vi partecipa cade in peccato mortale ed è tenuto a chiedere l'assoluzione al confessore". L'incontro "incriminato" è tenuto dall'ex sacerdote Enrico Bernasconi, scomunicato in quanto non riconosce l'autorità spirituale dell'attuale pontefice, papa Francesco. 

E in effetti, Enrico Bernasconi è stato oggi (domenica 26 marzo 2023) a Brindisi, presso una nota struttura ricettiva situata in centro. Bernasconi, che - come si vedrà - nella nota dell'Arcidiocesi del capoluogo adriatico viene definito semplicemente "sig.", ha celebrato una messa con tanto di paramenti e altare in una sala della struttura ricettiva, nel pomeriggio. La messa, celebrata in latino, ha visto la presenza di una cinquantina di persone. Le quali, dunque, avrebbero infranto l'accorata "raccomandazione" dell'arcidiocesi di Brindisi-Ostuni.

Va detto che riguardo alla messa, che si è celebrata oggi nel capoluogo adriatico, le notizie erano scarne. La circostanza, a quanto pare, non era nota neanche negli ambienti dell'Arcidiocesi brindisina. A mettere in allarme monsignor Giovanni Intini e i suoi collaboratori è stata la Diocesi di San Severo, con una nota inviata ai colleghi. Bernasconi, infatti, era sacerdote nel Foggiano. Ma è incorso nella scomunica latae sententiae - recita la nota - perché nel 2020 ha affermato che il vero papa è Benedetto XVI (allora in vita) e non papa Bergoglio. Apriti cielo - è proprio il caso di dirlo - Nel giro di due giorni arriva l'ammonizione canonica. Dopo il "cartellino giallo", arriva quello rosso, la scomunica.

Monsignor Giovanni Intini e i suoi collaboratori si sono premurati dunque di avvisare i fedeli: si "rende noto ai presbiteri, diaconi, consacrati e consacrate e fedeli tutti che il sig. Bernasconi non è in comunione con la Chiesa universale e quindi non può esercitare in modo legittimo il ministero presbiterale (le celebrazioni da lui presiedute e i sacramenti da lui amministrati sono illeciti e nessun fedele può e deve prendervi parte). Chi vi partecipa cade in peccato mortale ed è tenuto a chiedere l'assoluzione al confessore". Questo il succo della nota pubblicata sul sito ufficiale dell'Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni. I fedeli erano stati avvisati: quell'incontro era da evitare, pena la certezza di commettere un peccato mortale, aveva avvertito monsignor Intini.

Articolo aggiornato alle 18:30 (messa celebrata in latino)

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