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Raccolta beni per i profughi della Bosnia: grande partecipazione dei cittadini

Nel giro di poche ore, le sedi di Brindisi, Mesagne e San Pietro Vernotico, nonché quella di Lecce, sono state sommerse di scatoloni contenenti il materiale richiesto

BRINDISI - Missione compiuta. L’appello lanciato da Arci Lecce e accolto e condiviso da Arci Brindisi per la raccolta di indumenti pesanti e coperte da inviare ai migranti bloccati tra le neve dei Balcani ha avuto un successo inaspettato. Nel giro di poche ore, le sedi di Brindisi, Mesagne e San Pietro Vernotico, nonché quella di Lecce, sono state sommerse di scatoloni contenenti il materiale richiesto. 

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“Lo slancio solidale è stato partecipatissimo, l'ennesima dimostrazione dell'enorme solidarietà della nostra comunità. Grazie di cuore alle cittadine e ai cittadini, alle associazioni, ai gruppi, ai comitati di quartiere, alle parrocchie che hanno contribuito all'iniziativa, anche dai Comuni limitrofi. Una importante e significativa risposta ad una politica miope e crudele che tiene in ostaggio centinaia di persone alle porte dell'Europa, in condizioni disumane. Grazie a tutti”. Si legge sulla pagina Facebook di Arci Brindisi. 

Il carico è stato portato a Lecce dove mezzi dell’Esercito italiano provvederanno al trasporto. Il materiale raccolto partirà per Ancona e da lì per Spalato dove la Cgil provvederà alla consegna.  

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“Da Castrignano del Capo a Squinzano, passando da ogni comune della provincia di Lecce e poi la provincia di Brindisi e di Taranto, in tanti hanno organizzato, raccolto e portato da decine di chilometri abbigliamento invernale e coperte da far pervenire al campo profughi improvvisato a Lipa in Bosnia”. Ha scritto Anna Caputo di Arci Lecce. 

“Parrocchie e centri sociali insieme per un obiettivo comune, portare generi di conforto, ma soprattutto, attirare l'attenzione, di un'Europa indifferente, su una tragedia che si rinnova ogni giorno. Così immagino un movimento politico, l'unione di belle persone su obiettivi definiti e condivisi, un unione in cui valorizzare ciò che unisce e non ciò che divide. Questa iniziativa ha creato un sentire comune”. 

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