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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Attualità Villa Castelli

I ragazzi del Servizio civile scoprono il significato simbolico di un reperto archeologico

Si tratta della Lekythos a figure rosse risalente al 420-380 a.C. ritrovato a “Pezza Petrosa” nella Tomba 12 dalla Soprintendenza Archeologica

VILLA CASTELLI - Riceviamo e pubblichiamo la nota di cinque giovani, Vito Donativo, Alberto Giovane, Corinne Colucci, Martino Solito, Francesco Ligorio, impegnati al Servizio Civile Universale nel Comune di Villa Castelli riguardante un mistero celato dietro a un reperto custodito nel Museo Archeologico del paese.

Il Parco Archeologico di “Pezza Petrosa” sito in contrada “Pezza Le Monache” a 2 km da Villa Castelli, è caratterizzato dalla presenza di oltre trenta tombe, i cui reperti vascolari e metallici risalenti ad un periodo compreso tra il V e III secolo a.C. sono ospitati (circa 200) nel Museo Comunale, dove i ragazzi del Servizio Civile Universale – “Agorà 2.0” di Villa Castelli sono impegnati dal 10 agosto. Quest’area archeologica, come si è dimostrato dallo studio dei reperti, ma anche dall’analisi delle sepolture è stata abitata fin da età neolitica, poi la vita sarebbe continuata anche dai Messapi, per poi essere assoggetta al dominio di Taranto, finché non fu conquistata dai Romani che distrussero l’insediamento intorno al 564 d.C. durante la contesa tra Goti e Bizantini.

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A più di 30 anni dalla scoperta della necropoli messapica e dorica nel comune di Villa Castelli, una ricerca da parte dei ragazzi del Servizio Civile Universale – “Agorà 2.0” che attualmente lavorano al Museo Archeologico, ha portato alla soluzione dell’enigma della Lekythos a figure rosse risalente al 420-380 a.C. ritrovato a “Pezza Petrosa” nella Tomba 12 dalla Soprintendenza Archeologica della Puglia nel 1989-1990.

I ragazzi si sono arrovellati per settimane cercando di risolvere il mistero della Lekythos, dal momento che la raffigurazione sull’oggetto non somiglia a nulla di quanto trovato prima in quell’area, o in altre zone vicine. L’oggetto, peraltro, è ottimamente conservato e questo non ha fatto altro che aumentare il mistero e i loro dubbi, oltre a quelli dei visitatori. Il mistero che si cela attorno all’oggetto riguarda la raffigurazione di due individui in procinto della celebrazione di un rito greco, a detta della Soprintendenza. I due personaggi, un uomo e una donna, in realtà sono risultati sotto l’occhio attento dei ragazzi del “Servizio Civile Universale”, ben più di due semplici individui.

Durante queste ultime settimane i ragazzi hanno analizzato tutti gli elementi raffigurati, arrivando alla quasi certa soluzione del mistero. I due in realtà, secondo il mito di Omero nell’ “Inno ad Afrodite” (V), sono Afrodite sulla sinistra e Anchise sulla destra. La scena raffigurata è intima fra i due innamorati e si svolge all’interno di uno scenario mitologico. Sono entrambi in piedi uno di fronte all’altro e perlopiù sono scalzi, questo potrebbe far pensare al fatto che si trovino in un’abitazione privata. Anchise con il petto giovane e scultoreo è quasi nudo, indossa solamente l’himation che porta semplicemente appoggiato sulla spalla e fatto ricadere sul fianco, poiché non richiede di essere fissato tramite fibula; mentre Afrodite indossa il chitone, che cadendo sul corpo è fermato in vita da una cintura che crea una leggera custodia chiamata kolpos, che ne lascia trasparire tutte le forme; questo lascia oltre che alle braccia scoperte anche uno dei suoi giovani seni.

Oltre al chitone la dea indossa anche alcuni ornamenti, fra cui una collana di perle. Anchise non ha la barba, simbolo della sua giovinezza, i capelli sono corti e acconciati “a giardino”, con i ricci che gli circondano la testa, sinonimo della cura che ha di sé. Afrodite, invece, ha lunghi capelli ricci che partono dalla fronte e arrivano raccolti sulla nuca, tenuti fermi da un fermaglio/ghirlanda. Il Museo Archeologico di Villa Castelli rappresenta un evento non solo culturale per la città, ma soprattutto costituisce simbolicamente la rinascita della provincia pugliese. Punto di riferimento per la comunità, custode unico della storia e della tradizione di un territorio. Luogo spettacolare ed unico, che conserva anche le memorie storiche di una piccola cittadina, attraverso la mostra fotografica.

Quindi se siete amanti della buona cultura e curiosi di sapere quale retroscena si nasconde dietro al mistero, siete tutti invitati a scoprire l’incredibile atmosfera che si cela dietro la mitologica greca. Il Museo è pronto ad ospitare i visitatori con ingressi contingentati (in ottemperanza alle disposizioni governative vigenti) dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13, giovedì dalle 16:30 alle 19:30 con i ragazzi del Servizio Civile Universale, e la domenica dalle ore 10 alle 12 con la Pro Loco di Villa Castelli.

Inoltre, dal 6 agosto 2021 per accedere al museo o per partecipare agli eventi è necessario presentare il Green Pass. Per ulteriori aperture straordinarie o per maggiori informazioni è possibile visitare la pagina Facebook e Instagram: “Villa Castelli Cultura”, oppure inviare un’e-mail a: villacastelli1800@gmail.com. 

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