Lunedì, 14 Giugno 2021
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Reati ambientali in aree protette o inquinate: Regione sarà parte civile

L'Avvocatura regionale ha ricevuto formale mandato dalla giunta. I trasgressori attuali e futuri sono avvertiti

Uno stagno nel parco regionale delle Saline di Punta della Contessa

Chi commette reati ambientali in aree sottoposte a tutela o in aree contaminate, d’ora in avanti in tribunale dovrà vedersela anche con la Regione Puglia. La giunta regionale oggi 25 febbraio 2020 ha dato disposizioni all’Avvocatura regionale perché avvii la costituzione di parte civile per avvenuta lesione dell’immagine, del prestigio e della reputazione della Regione Puglia, nei giudizi penali instaurati a seguito di avvenuto accertamento di reati ambientali.

Tali reati dovranno interessate aree naturali protette (individuate come tali ai sensi della legge 394/1991, ai sensi della legge regionale 19/1997 e i siti della Rete Natura 2000 ai sensi delle Direttive 92/43/Cee (habitat) e 2009/147/Cee (uccelli); le aree con contaminazione ambientale, accertata attraverso l’analisi di rischio sanitario-ambientale ai sensi dell’art. 242 del decreto legislativo 152/2006 e successive modificazioni e integrazioni.

Il provvedimento in versione integrale sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione. Sono avvisati anche tutti coloro che deturpano, alterano, disturbano gli equilibri ambientali nei parchi regionali (Dune costiere da Torre canne e Torre San Leonardo, Saline di Punta della Contessa), nazionali (Torre Guaceto, sia Amp che Riserva terrestre dello Stato), e tutti i Sic e vincoli anche provinciali che proteggono boschi, siti costieri e interni del Brindisino.

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