Report Arpa sugli sforamenti: le reazioni della politica

Il Pd chiede l'apertura di una vertenza nazionale. Oggiano presenta un ordine del giorno in vista del consiglio comunale di mercoledì. Legambiente: "Il governo intervenga con un piano di sviluppo"

Non tardano le reazioni politiche alla divulgazione del report preliminare dell’Arpa sulle emissioni odorigene percepite mercoledì 20 maggio a Brindisi, dal quale emergono picchi rilevanti di benzene e toluene.

Bbc: "Non possono esserci sconti per nessuno"

Brindisi Bene Comune, movimento di cui fa parte il sindaco Riccardo Rossi, sostiene l’operato del primo cittadino. “Per quanto ci riguarda, con la forza della nostra storia – si legge in una nota di Bbc - continueremo a sostenere con maggiore e rinnovato vigore le ragioni della tutela della salute che è anche la salute dei lavoratori e la difesa del loro posto di lavoro.  Non saranno gli strepiti ed i tentativi di intimorire di pochi a fermare l’azione di questo sindaco, di questa amministrazione, nostra”.

“Qualcuno deve farsene una ragione: la cara vecchia abitudine al silenzio della politica è finita, spazzata via, cancellata.  Adesso, è il momento di sostenere, ancora più convintamente, le ragioni della nostra città e giocare con il sindaco Rossi il secondo tempo di questa partita, sui tavoli romani del governo, dove Brindisi, in tanti anni di cialtronismo e complice silenzio, non è mai arrivata”.

Pd: "Si apra vertenza nazionale"

Il Partito Democratico di Brindisi ritiene “non più rinviabile aprire una vertenza nazionale attraverso un tavolo istituzionale in cui i massimi vertici di Eni, Versalis, sindacati e associazioni datoriali assieme al Governo, Regione e Amministrazione Comunale di Brindisi possano individuare un percorso condiviso che abbia come principale obiettivo la profonda riconversione dell'impianto brindisino mediante importanti investimenti per la sostenibilità ambientale della produzione”.

“Respingiamo con forza le pericolose dichiarazioni di coloro i quali, in queste ore, hanno scientemente inteso contrapporre, per mero tornaconto ed interesse di parte, due diritti fondamentali come la salute ed il lavoro spingendo le diverse sensibilità emerse tra i cittadini di Brindisi verso lo scontro sociale. Il Partito Democratico non permetterà che anche un solo posto di lavoro possa essere perso”. 

“Per questo, mentre qualcuno rilasciava dichiarazioni irresponsabili e come sempre incomprensibili, il Partito Democratico di Brindisi stava attivando tutti i propri contatti, ad ogni livello istituzionale, per sensibilizzare e sostenere la forte necessità di affrontare, una volta per tutte, la questione ambientale brindisina, avendo peraltro ottimi riscontri.  Infatti Governo e Regione hanno garantito al Sindaco ampia disponibilità ad aprire un confronto immediato per giungere a soluzioni comuni”. 

Oggiano presenta un ordine del giorno

Massimiliano Oggiano, capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia e vice presidente del consiglio comunale, ha presentato una richiesta urgente di discussione di un ordine del giorno sull’ordinanza di chiusura del cracking di Versalis, in occasione della seduta in programma mercoledì prossimo (27 maggio). Oggiano in particolare chiede al sindaco di “illustrare le motivazioni che l’hanno spinta ad adottare l’ordinanza meglio specificata in oggetto ed eventualmente approvare un documento con il quale le si da mandato ad riprendere il dialogo con Versalis spa ed Eni spa necessario alla immediata ripresa del ciclo produttivo con tutte le garanzie previste dalla legge  in termini di ambientalizzazione e rispetto della salute dei cittadini”.

“È da tanto tempo – si legge in una nota di Legambiente Brindisi – circolo Tonino Di Giulio - che segnaliamo i ritardi e le omissioni nel ricorso a innovazioni tecnologiche ed a riconversioni nei processi produttivi nel petrolchimico di Brindisi, e soprattutto il frequente ricorso ad emissioni in torcia di sostanze altamente inquinanti giustificate da (incidenti nei lavori di manutenzione o dal mal funzionamento di generatori e quadri elettrici). E da altrettanto tempo che chiediamo l’avvio da parte del governo di un confronto approfondito sul rispetto dell’autorizzazione integrata ambientale e sulla realizzazione di un piano per lo sviluppo sostenibile dei processi industriali a partire da quelli concernenti il polo energetico e quello chimico”.

Legambiente: "Il governo intervenga con un piano di svviluppo di Brindisi"

“È da tanto tempo – si legge in una nota di Legambiente Brindisi – circolo Tonino Di Giulio - che segnaliamo i ritardi e le omissioni nel ricorso a innovazioni tecnologiche ed a riconversioni nei processi produttivi nel petrolchimico di Brindisi, e soprattutto il frequente ricorso ad emissioni in torcia di sostanze altamente inquinanti giustificate da (incidenti nei lavori di manutenzione o dal mal funzionamento di generatori e quadri elettrici). E da altrettanto tempo che chiediamo l’avvio da parte del governo di un confronto approfondito sul rispetto dell’autorizzazione integrata ambientale e sulla realizzazione di un piano per lo sviluppo sostenibile dei processi industriali a partire da quelli concernenti il polo energetico e quello chimico”.

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“Al prefetto di Brindisi, in un incontro svoltosi in assenza del sindaco, è stato chiesto da rappresentanti di forze sociali un intervento che porti il sindaco a revocare l’ordinanza, che è stata emessa in quanto ufficiale di governo in materia sanitaria e che, alla luce dei dati ambientali citati, era un atto dovuto. Il signor prefetto sicuramente rappresenterà la situazione nel suo complesso, ma non potrà non dare priorità alla necessità di tutelare la salute pubblica e quella degli stessi lavoratori all’interno del petrolchimico e in primo luogo nell’impianto di cracking. Legambiente tornerà ad affrontare l’argomento in modo approfondito, rappresentando al governo la necessità di intervenire con un piano complessivo di sviluppo di Brindisi che riqualifichi i cicli produttivi esistenti, riconverta le produzioni sempre più green e, anche attraverso il piano territoriale per la giusta transizione, intercetti i finanziamenti disponibili nel programma europeo green new deal”.
 

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