Restinco, lavoratori in stato di agitazione chiedono incontro con Prefetto

Domani mercoledì 3 novembre, a partire dalle ore 12 in piazza Santa Teresa dinnanzi la Prefettura

BRINDISI - Proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori del Centro Accoglienza di “Restinco”.  A renderlo noto il segretario generale Cgil Antonio Macchia e il segretario Fp Cgil Pancrazio Tedesco. 

Domani mercoledì 3 novembre, a partire dalle ore 12 in piazza Santa Teresa dinnanzi la Prefettura, ci sarà una manifestazione di protesta dei lavoratori interessati. Sarà chiesto un incontro con il nuovo Prefetto. 

“L’assegnazione della gara d’appalto per la gestione Cara/Cpr “Restinco” non solo non applica il Decreto Legge approvato dall’attuale Governo che sul tema dell’immigrazione cancella il precedente Decreto Sicurezza di Salviniana memoria, con l’obiettivo di garantire legalità, solidarietà, umanità e giustizia, ma sta determinando anche gravi ed ulteriori criticità i cui effetti si riverberano anche sulla sicurezza della stessa struttura, generando fibrillazione tra il personale interessato” .

I motivi della protesta 

Da quanto sostiene il sindacato: le ore assegnate ai lavoratori -  come già previsto – non sono sufficienti ad assicurare il corretto funzionamento struttura di accoglienza sia dal punto di vista igienico che della qualità organizzativa. I lavoratori non hanno potuto ancora sottoscrivere i contratti di lavoro; non è stato ancora comunicato ai dipendenti il giorno in cui percepiranno lo stipendio mensile. 

Ancora: i turni di servizio non hanno una programmazione mensile ovvero non vengono comunicati in congruo anticipo così come invece ha ribadito a più riprese la Corte di Cassazione esprimendosi sul tema del diritto del lavoratore a potere organizzare il proprio tempo vita, oltre a non rispettare una turnazione rotatoria, regolare ed equamente distribuita. 

Le figure professionali, cosiddetto staff professionale (mediatori culturali, amministrativo, assistente sociale, informativa legale), non hanno ancora sottoscritto il contratto di lavoro, né tanto meno sono state convocate le Ooss per discutere sull’organizzazione del lavoro e sulla gestione delle risorse umane soprattutto in riferimento alle ore da redistribuire alle stesse nell’arco della settimana atteso che alcune di esse dovrebbero svolgere il misero (eufemismo) numero di circa 8 ore settimanali.

Non è stato ancora chiarito dall’Ente gestore a chi verranno redistribuite le ore di lavoro in caso di rinuncia da parte di qualche dipendente ad essere contrattualizzato. Manca una programmazione organizzativa delle mansioni da svolgere quotidianamente così come è sempre avvenuto in passato. 

Le sostituzioni del personale che si assenta per vari motivi (permessi retribuiti, aspettativa 104, ecc.) non coinvolgono il personale in servizio a cui è stata applicata la clausola sociale con riduzione drastica delle ore contrattuali, ma invece viene interessato a coprire tali assenze una nuova figura professionale già dipendente della Cooperativa “La Mano di Francesco” di cui non è dato comprendere quali mansioni svolga (magazziniere, operatore, autista, mediatore culturale). 

Ai lavoratori è stato comunicato che le ore di servizio contemplate dai nuovi contratti, già di per sé falcidiate, verranno ridotte al di sotto delle 15 ore previste al verificarsi della presenza di un numero di ospiti al di sotto delle 50 unità, sguarnendo di fatto i turni notturni con evidenti implicazioni sulla sicurezza del Centro.

I Dispositivi di protezione individuale (Dpi) non sono stati ancora assegnati. I moduli abitativi ed i locali in cui vengono ospitati gli immigrati non vengono sanificati ogni volta in cui avviene il turn over.

La protesta di domani sarà svolta in forma statica e comunque nel rispetto della normativa vigente contenente misure urgenti di contenimento del contagio da Covid 19.

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