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"Tuteliamo gli agricoltori: no al rilascio di altre lepri"

Richiesta alla Provincia del commissario Udc, Raffaele Iaia, che ricorda i danni patiti dalle colture orticole

BRINDISI – Lepri e agricoltori non vanno d’accordo. O meglio, lepri e colture orticole come, ad esempio, i carciofi. Brucia sul tempo gli animalisti, che non hanno mai smesso di chiedere l’abolizione delle attività venatorie, e chiede la sospensione del bando per l’immissione nel territorio brindisino di 550 esemplari di lepri adulte a fini di ripopolamento (e di caccia), il commissario Udc, Raffaele Iaia, che essendo di Tuturano, popolosa frazione agricola del capoluogo, del problema se ne intende.

La richiesta è indirizzata al presidente della Provincia, nonché sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, alla luce dell’avviso pubblico emanato dall’Ambito territoriale caccia per la fornitura dei 550 esemplari di lepre per la stagione 2019-2020. Iaia nella sua richiesta ricorda l’evoluzione del problema delle lepri che avevano colonizzato l’area del Parco regionale di Punta della Contessa, da cui poi si dirigevano nottetempo nelle coltivazioni comprese in un ampio raggio, rosicchiando carciofi e altri ortaggi.

Una lepre-2

La questione giunse al punto da indurre la Regione Puglia a finanziare la messa in possa di reti di contenimento, che tuttavia non hanno risolto il problema. Alla luce di ciò Raffaele Iaia chiede la sospensione del bando, o in subordine la riduzione dell’90 per cento degli esemplari da immettere nel territorio, calcolando le capacità riproduttive delle lepri, e il rilascio delle lepri in aree lontane da quelle di maggiore concentrazione di colture orticole.

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