Rifiuti, "Servizio deludente: necessaria campagna sensibilizzazione martellante"

Non solo non riesce, come fanno tantissimi altri comuni, a raggiungere le percentuali richieste dalla legge nazionale ma scivola pericolosamente indietro

In tema di raccolta differenziata questa città si sta comportando come i gamberi. Non solo non riesce, come fanno tantissimi altri comuni, a raggiungere le percentuali richieste dalla legge nazionale ma scivola pericolosamente indietro, con effetti dolorosi per le tasche dei cittadini, nei cui confronti viene totalmente scaricato il costo di questa  situazione, con la tassa sui rifiuti. Infatti nel corso del 2020 la percentuale di raccolta differenziata è passata dal 49,97 per cento di gennaio, al 45,21 per cento di agosto.

Percentuali inferiori sia al 50,8 registrato nel corso del 2019, che pure non era stato esaltante, sia a quella prevista dal capitolato di appalto del servizio rifiuti, che all'art. 49 assegna alla società incaricata del servizio l'obbligo di garantire il raggiungimento di una percentuale media tra il 55 per cento e il 60 per cento nei primi 12 mesi di attività e la percentuale media del 65 per cento entro i successivi 12 mesi.

Con il nuovo appalto si è partiti male, malissimo ed i risultati si vedono. Si cerca di ricorrere ai ripari intensificando il monitoraggio ed il controllo sugli abbandoni, ma non si può dare colpa per intero solo ai cittadini. Riteniamo che i brindisini non siano meno virtuosi che in altri comuni.

Bene fa il Comune ad intensificare i controlli che "aiutano" a responsabilizzarsi, ma occorrerebbe pianificare meglio il servizio perché, se i risultati sono questi, è indubbio che qualche maggiore accortezza sarebbe necessaria. Per un appalto di servizi di raccolta si parte da un piano industriale che poi trova riscontro negli elaborati di gara e contratto per la ditta aggiudicatrice. 

Una delle cose che non vanno bene nell’attuale appalto è essersi posto come obiettivo il raggiungimento della percentuale minima del 65 per cento prevista dalla norma dopo ben un anno dall’avvio del servizio. I criteri ambientali minimi in vigore dal 2014 prevedono un periodo di rodaggio al massimo di 6 mesi. Questo nel nuovo appalto andrebbe rivisto.

E’ anche molto poco lungimirante l’obiettivo del 65 per cento, quando molti altri comuni nella provincia e nella regione hanno piani ben più ambiziosi, spingendo nei propri programmi l’obiettivo minimo oltre il 75 per cento di raccolta differenziata. 

Bisogna che sia chiaro a tutti i cittadini che la maggiore percentuale di raccolta differenziata determina un circolo virtuoso per il Comune che incassa delle somme maggiori per il conferimento  di tutto ciò che riciclabile: carta, cartone, vetro, metalli, plastica etc., e paga cifre minori per lo smaltimento di ciò che differenziabile non è.

Maggiore raccolta differenziata si fa, minore è il costo del servizio per l’amministrazione. E’ di fondamentale importanza  pertanto darsi degli obiettivi maggiormente ambiziosi se si vogliono raggiungere dei buoni traguardi.

L’importo  del servizio da mettere in gara deve essere adeguato al raggiungimento di tali traguardi. All’ultima gara hanno presentato offerta pochissime ditte, sintomo che i conti di ciò che era alla base d’asta non fossero poi così adeguati alle prestazioni da offrire. Ne deriva una inevitabile minore qualità complessiva.

Abbattere il prezzo a base d’asta pensando di risparmiare non paga, perché è visibile anche oggi che ciò che si è risparmiato come prezzo a corpo  nei confronti del gestore del servizio, lo si paga poi in termini di servizi accessori non ricompresi nel corpo dell’appalto, vedi per esempio gli abbandoni che costano all’amministrazione cifre enormi ogni anno. 

Una situazione che sta provocando un danno consistente, quantificabile nei maggiori costi sostenuti dal comune, e quindi dai cittadini, per il conferimento in discarica di quella percentuale di materiale, che in base alle previsioni avrebbe dovuto essere destinata recupero e quindi riciclo.

Una situazione che contrasta con le tante espressioni di soddisfazione sprecate nei mesi scorsi sull'andamento della differenziata, che oltre a deludere le aspettative, sta causando non pochi problemi, evidenziati nelle lamentele di tantissimi cittadini, che sono stufi di vivere in una città assediata in molti punti dai rifiuti, dagli odori nauseanti, che attestano il la scarsa efficienza di un sistema che, come organizzato, non va assolutamente bene. Non funziona.

Certamente non si può continuare a fare finta di niente. O peggio, tentare di scaricare solo sul cittadino indisciplinato, sulla sua carenza di senso civico, la croce e la responsabilità di quanto accade. I brindisini possono diventare virtuosi e con essi l’amministrazione che li rappresenta.

Quali quindi le soluzioni?

Nell’immediato per ciò che rimane dell’appalto in corso occorre cercare di monitorare e vigilare quanto più possibile, nondimeno, non va certamente sottaciuta ad oggi la responsabilità contrattuale della società interessata del servizio di raccolta per il mancato raggiungimento delle percentuali seppur modeste ed al di sotto dei minimi di norma, indicate nel capitolato di appalto attualmente vigente, applicando una penale pari alla metà dell'importo calcolato come se la differenza tra la percentuale prevista e la percentuale raggiunta (in termini di quantitativo di rifiuto) fosse stata smaltita presso l'impianto di conferimento del rifiuto indifferenziato, comprendendo tutti i costi vigenti di smaltimento del ciclo del rifiuto indifferenziato (trattamenti, smaltimento).

In prospettiva, per il futuro innanzitutto occorre fare programmi un po’ più ampi. Una gara di due anni non consente alle ditte aggiudicatrici di fare investimenti. In questo periodo di grande precarietà dovuto alla pandemia, in cui è  fortissima la sensibilità per ambiente e  pulizia, sarebbe auspicabile un servizio all’altezza. Occorre quindi discutere con Ager e mandare in gara un progetto più ambizioso, a prezzi congrui, in modo da consentire la più larga partecipazione possibile e favorire attraverso l’introduzione di migliorie, da parte delle imprese in competizione,  sistemi che aumentino la qualità complessiva.

Introdurre penali contrattuali adeguate agli obiettivi prefissati, aspre in caso di mancato raggiungimento per responsabilizzare maggiormente la ditta e contestualmente  premialità  in caso di raggiungimento dei target, coinvolgendo nei premi anche il personale impiegato, così da motivarlo maggiormente.   Per quanto riguarda gli abbandoni oggi causa di extra costi straordinari,   il servizio di rimozione dei rifiuti, trasporto e conferimento deve essere richiesto nell’ordinarietà dell’erogazione del servizio di raccolta rifiuti e pulizia stradale, con continuità. Non deve essere una attività straordinaria onerosa. E’ opportuno anche che la ditta appaltatrice per tramite degli addetti al servizio sia coinvolta maggiormente  nel suo interesse  a monitorare il territorio e a segnalare particolari situazioni di degrado e presenza di rifiuti abbandonati.

E’ ovvio che il personale della ditta non può avere funzioni di vigilanza e pertanto andrebbe coadiuvato dalla polizia locale nel controllo anche con l’installazione di una rete quanto più capillare possibile di fototrappola e telecamere mobili. Elemento questo che può far parte delle migliorie di natura quantitativa da richiedere alle imprese in competizione, senza gravare sul prezzo a corpo stimato.

Sarebbe inoltre utile l’intensificazione del servizio delle isole ecologiche che servano settimanalmente i vari quartieri, dare degli incentivi economici ai cittadini virtuosi che si recano al centro di raccolta o presso le isole, con buoni spesa per esempio. 

Indispensabile soprattutto è compiere una campagna di sensibilizzazione martellante. Potrebbe costituire oggetto di qualificazione in gara chiedere agli offerenti migliorie proprio per le campagne di informazione della cittadinanza con sistemi quanto più innovativi possibile.

E’ essenziale per esempio fare una verifica sul campo, in giro nella città, informando i cittadini su quanto accade, sulle difficoltà, sugli ostacoli, sui problemi, per ascoltare direttamente l'opinione e i loro suggerimenti, coinvolgendo chi è più vicino al problema e Io vive tutti i giorni sulla propria pelle.

Ci si augura che alla prossima scadenza contrattuale si riesca ad effettuare una pianificazione ed una progettazione del servizio più al passo con i tempi di quanto fatto sinora, sia in termini di obiettivi che in termini di qualità del servizio richiesto, cosa non complicata perchè è sufficiente dare una occhiata a  cosa accade negli altri comuni della regione più virtuosi del nostro, non occorre fare un viaggio in Svizzera. 

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