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Venerdì, 21 Giugno 2024
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Goletta Verde promuove a pieni voti le acque del Brindisino: "Nessun punto inquinato"

Legambiente ha presentato i risultati dei campionamenti effettuati in Puglia nel 2023. Su 28 zone costiere analizzate, di cui cinque nel Brindisino, solo nel Foggiano registrato uno sforamento dei limiti di legge. "E ora si realizzino nuovi depuratori"

BRINDISI – In provincia di Brindisi tutto ok. A livello regionale, su 29 punti costieri monitorati, solo uno, in provincia di Foggia, ha fatto registrare valori oltre i limiti di legge. Stamattina (mercoledì 26 luglio), presso la Capitaneria di porto di Brindisi, sono stati presentati i risultati dei campionamenti effettuati sul litorale pugliese da Goletta Verde, nell’ambito della campagna a difesa dei fondali lanciata ogni anno da Legambiente. 

L’appuntamento è giunto al culmine di una tre giorni in cui l’associazione ambientalista ha organizzato degli incontri pubblici nel capoluogo, all’insegna delle tematiche delle energie rinnovabili e del rilancio della via Appia, nell’ambito di una sinergia fra passato e futuro. Goletta Verde ha anche dato vita a un’azione di pulizia del fondale del porto coordinata dalla Capitaneria (progetto “Youth4Planet”) e ha organizzato una mattinata di sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente presso cala Materdomini. 

Videoservizio: le interviste

Stamattina si sono tirate le fila di questa fitta serie di eventi, a partire dalla presentazione delle analisi effettuata da Goletta Verde. Legambiente è stata rappresentata dal presidente nazionale, Stefano Ciani, e dalla direttrice Puglia, Daniela Salzedo. Presenti anche l’assessore regionale all’Ambiente, Anna Grazia Maraschio, il presidente del Conou (Consorzio nazionale degli oli minerali usati), l’assessore comunale all’Ambiente, Tonino Bruno, Vito Palumbo, responsabile della comunicazione di Acquedotto pugliese. La conferenza si è aperta con i saluti del comandante della Capitaneria di porto di Brindisi, capitano di vascello Luigi Amitrano. 

Il tavolo della conferenza

I punti monitorati

Da Goletta verde, dunque, arrivano buone notizie. L’associazione ha monitorato 29 punti costieri pugliesi, di cui tre alle foci e 26 punti a mare. Ben 28 sono risultati puliti. Un solo punto è giudicato fortemente inquinato. Ossia il tratto di mare di fronte alla foce del Candelaro, a Manfredonia (Foggia). Secondo i dati del Portale acque del Ministero della salute, questa zona non risulta campionata dalle autorità competenti, “come spesso accade – rimarca Legambiente – in corrispondenza delle foci”. 

Nel Brindisino sono stati monitorati cinque punti: Torre Canne (spiaggia libera); Torre San Leonardo (spiaggia del Pilone); Torre Guaceto (mare presso la foce Canale Reale); litorale Apani (mare presso la foce canale contrada Posticeddu); Giancola (spiaggia della Provincia).  Legambiente ha monitorato anche acque lacustri nella provincia di Foggia, senza riscontrare sforamenti.

"Il governo realizzi nuovo depuratori"

“Non possiamo permetterci peggioramenti, non dobbiamo né possiamo tornare indietro – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – stiamo già pagando 142 milioni di euro in sanzioni europee per il mancato recepimento delle direttive Ue sul trattamento delle acque reflue. La qualità dei nostri fiumi e dei nostri mari dipende dall’efficienza dei depuratori. Il trattamento delle acque reflue è fondamentale per assicurare la salute dei cittadini, tutelare l’ambiente e il turismo, garantire all’agricoltura flussi idrici costanti e carichi di nutrienti come azoto e fosforo. Per questo lanciamo un appello al governo, affinché vengano realizzati nuovi depuratori, ammodernati quelli esistenti e completata la rete fognaria. Non sono ammessi più ritardi né scuse”. 

L'assessore Marschio e il presidente di Legambiente Ciafani

"Continuino gli interventi di manutenzione della rete fognaria"

Daniela Salzedo, direttrice regionale dell’associazione, esprime soddisfazione dei risultati ottenuti”; nonostante ci sia stato un peggioramento di uno dei punti, ossia il mare di fronte alla foce del Candelaro”. “Questo – prosegue Salzedo – ci fa capire che non dobbiamo mai far calare l’attenzione e che è necessario continuare con gli interventi di manutenzione delle reti fognaria e degli impianti di depurazione”. “Non dimentichiamo – afferma ancora Salzedo – che sono 22 gli agglomerati urbani pugliesi in cui sono urgenti i lavori per uscire dall’infrazione europea sulla depurazione; essi contribuiscono alla multa comunitaria per l’Italia, che ci sta costando complessivamente decine di milioni di euro. Monitorare lo stato di salute dei bacini lacustri è un’attività che vogliamo continuare a porre al centro delle azioni di tutela e controllo della regione”. 

L'attività del Conou: "Rigeneriamo l'olio lubrificante"

Un bilancio positivo viene tracciato anche da Riccardo Piunti, presidente del Conou, consorzio nazionale che sostiene da anni la campagna estiva di Goletta verde. “Quattro chili di olio usato – afferma – il cambio di un’auto, se versati inquinano una superficie grande come sei piscine olimpioniche. Questo spiega perché l’attività di raccolta del Conou sia così importante, anche per la tutela dei mari e dei laghi”. “Ma – prosegue – non ci fermiamo qui, perché oltre a raccogliere l’olio lubrificante in tutta Italia, lo rigeneriamo completamente. L’esperienza Conou dimostra come realizzare l’economia circolare non sia affatto un’utopia e come anzi essa sia strategica per rispondere alle sfide ambientali che siamo chiamati ad affrontare come la scarsità di risorse, la gestione dei rifiuti e il riscaldamento globale”. 

Via Appia: "Auspicabile il riconoscimento Unesco"

Stefano Ciardi si è soffermato anche sul tema della via Appia, rimarcando il lavoro che c’è ancora da fare, “da una parte – afferma - con l’auspicabile riconoscimento Unesco, dall’altra parte anche il riconoscimento del parco terminale della via Appia (presso il Cillarese, ndr)”. “Penso siano cose importanti – prosegue il presidente nazionale di Legambiente - in un contesto in cui noi avevamo già sollecitato già quando c’era da definire come spendere le risorse del just transition fund. Poi il governo decise di investire su Taranto e sul Sulcis e non su altri territori. Allora – conclude Ciardi - tra i vari progetti che proponemmo c’era anche quello della ciclovia turistica per collegare Taranto a Brindisi: la parte finale dell’Appia”.

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