Sicurezza, anche i poliziotti brindisini in protesta a Roma

"Molti slogan, molte promesse ma i problemi della sicurezza, anche nella nostra città, sono e restano gli stessi rispetto a 14 mesi fa"

BRINDISI - "Governo del cambiamento? Sulla sicurezza cambia poco o niente. Molti slogan, molte promesse ma i problemi della sicurezza, anche nella nostra città, sono e restano gli stessi rispetto a 14 mesi fa, quando si è insediato l'esecutivo Conte. Siamo senza contratto di lavoro da oltre 200 giorni e non ci sono risorse adeguate per correggere il riordino interno delle carriere. Una doppia penalizzazione per chi veste una divisa, destinato ad avere nei prossimi anni stipendi peggiori rispetto al passato. Per questo anche noi saremo a Roma il 25 luglio, davanti a Montecitorio, per far sentire la nostra voce". Lo afferma Gabriele Bursomanno, segretario provinciale Silp Cgil di Brindisi.

Il segretario del sindacato, da sempre critico nei confronti della riforma attuata due anni fa e verso un turn over che ha fatto perdere migliaia di risorse “fresche” agli operatori della sicurezza, spiega che "per quel che riguarda la riforma dei ruoli e delle qualifiche e in relazione all'atteso decreto correttivo, a disposizione ci sono appena 23 milioni di euro per la Polizia di Stato e 10 milioni per la Polizia Penitenziaria. Cifre irrisorie per migliorare un riordino costato 1 miliardo. La legge delega scade tra l'altro a fine settembre. Dal governo nessun segnale anche sul contratto, scaduto da oltre 200 giorni. Peraltro le risorse ad oggi previste garantiscono, a malapena, il tasso di inflazione programmata".

"Anche sugli organici e sulle assunzioni - conclude Bursomanno - si fa molta propaganda perché ad oggi non è arrivato un poliziotto in più in Questura o nelle Specialità, rispetto a quanto previsto dal vecchio piano di assegnazioni. Le assunzioni annunciate ci daranno nuovi agenti solo nel 2020 e comunque si tratta di numeri che, contrariamente a quanto qualcun altro ha voluto farci credere, non compenseranno minimamente i pensionamenti infatti solo tra lo scorso anno e l’attuale saranno in pensione un totale di 28 uomini, ma molti altri gli hanno preceduti. La nostra mobilitazione non è iniziata oggi e non terminerà certamente il 25 luglio".

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