Lettera al premier Conte: "Disabili invisibili, necessario garantire la loro dignità"

Anna Rossini, infermiera di Villa Castelli e vice presidente del Confad, chiede un intervento a sostegno dei Caregiver familiari

VILLA CASTELLI - Riceviamo e pubblichiamo una lettera indirizzata al presidente del consiglio, Giuseppe Conte, a firma di Anna Rossini, vice presidente nazionale del Confad, il coordinamento nazionale delle famiglie con disabilità, a seguito della pubblicazione del nuovo Dpcm emanato lunedì 27 aprile. Anna Rossini vive a Villa Castelli, infermiera, ha 50 anni, 26 dei quali passati accanto al figlio Mattia, nato prematuro, vivo per miracolo ma che, purtroppo, si porta dietro le conseguenze di questa nascita: una paralisi cerebrale infantile con conseguente tetraparesi spastica. Da anni si batte, insieme ad altre famiglie, per i diritti dei Caregiver.

"Presidente Conte,

hoo terminato la lettura del contenuto del nuovo Dpcm, tutto chiuso, per ovvi motivi. Bisogna ripartire piano piano, com'è giusto che sia, per non vanificare gli sforzi ed i risultati raggiunti. Ma, francamente, visto che addirittura è stata istituita una task force per questa fase, mi aspettavo qualcosa di più. Si qualcosa in più me lo aspettavo. Mio figlio fa parte di quella categoria di persone che Lei non ha nemmeno menzionato. Lui fa parte di quella categoria di persone che rimane completamente invisibile agli occhi di chi dovrebbe studiare soluzioni per garantire la dignità delle loro vite e delle vite di chi di loro si occupa in vostra perenne assenza.

Mattia è un ragazzo imprigionato in una tetraparesi che lo obbliga su una carrozzina da quando è nato. Da 26 anni è completamente dipendente da altre persone. Non una parola per loro, non una parole per i caregiver familiari. Eppure le soluzioni noi di Confad ve le abbiamo presentate, non erano così complicate, difficili da attuare. Non è stata prevista l'estensione dei congedi parentali. Non un supporto economico è stato previsto. Nulla di nulla è stato previsto né per loro né per noi caregiver familiari che facciamo il nostro e il vostro lavoro, facciamo tutto quanto serve ai nostri figli, sulla vostra perenne assenza. Io fra qualche giorno rientreró in servizio. Che fa signor presidente?
Viene lei ad accudire il mio ragazzo? O mi consiglia di licenziarmi come già oltre il 50% dei caregiver familiari ha dovuto fare, grazie a queste politiche? E sì che le avevo spiegato la nostra condizione e mi promise che avrebbe provveduto a noi". 

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Anna Rossini

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