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S.Donaci, due giorni dedicati alla memoria del "prete degli ultimi"

Nel secondo anniversario dalla morte di don Donato Panna, San Donaci, il suo paese d’origine, ha ricordato il “prete degli ultimi” con eventi pubblici che hanno coinvolto la comunità

SAN DONACI – Nel secondo anniversario dalla morte di don Donato Panna, San Donaci, il suo paese d’origine, ha ricordato il “prete degli ultimi” con eventi pubblici che hanno coinvolto la comunità, profondamente legata al sacerdote missionario che ha lasciato il segno anche in Africa. Di seguito il racconto delle manifestazioni a cura di Mino Miccoli

Il prete dei poveri e degli ultimi, missionario in Africa per tanti anni, buon samaritano dei nostri giorni, instancabile operatore di bene, continua, a due anni dalla sua nascita al cielo, a essere ricordato nella sua comunità di origine, a San Donaci, quale punto di riferimento per i credenti e modello di vita da offrire ai giovani.

La sua morte aveva emozionato i  tantissimi fedeli delle diverse comunità in cui aveva operato lasciando segni profondi nel loro vissuto spirituale e sociale. I suoi stessi funerali videro la presenza di migliaia di persone, testimoni di quel sensus fidei del popolo di Dio che qui ed ora percepisce il profumo di santità. E quel pomeriggio dei funerali fu inevitabile percepirlo e attribuirlo a quel sacerdote che da sempre lo aveva emanato e incarnato. Sarebbe utile per le generazioni future che anche la chiesa lo potesse un giorno riconoscere ufficialmente.

La serata del 19 ottobre scorso la comunità parrocchiale nelle sue diverse componenti, con il patrocinio del Comune di San Donaci, con la collaborazione della Proloco, le associazioni e i gruppi presenti nel territorio, ha organizzato la I edizione di un Memorial dal titolo Insieme nel gioco e nello sport.

Il 20 ottobre è stato programmato il secondo momento del Memorial con l’apertura della Tenda della missione e quindi con l’adorazione eucaristica comunitaria notturna, e il 21 con la recita delle lodi e la messa in suffragio nel secondo anniversario della nascita al cielo di don Donato, e a seguire il pellegrinaggio al cimitero per pregare sulla sua tomba.

Perché il gioco e lo sport? Perché lo sport è l’icona della vita, è il simbolo della ricerca della felicità: ci vuole tantissimo impegno e fatica, serve molta costanza e rispetto per poter diventare dei veri campioni, nello sport come nella vita.

Don Donato era convinto della bellezza e dell’efficacia del gioco e dello sport, come mezzo per coinvolgere ragazzi e adulti, creare momenti di aggregazione sociale, nei quali non perdeva mai l’occasione di annunciare e testimoniare. Era convinto della loro bontà e della loro valenza educativa e formativa.

 Sapeva che era necessario vivere lo sport e il gioco nel loro significato più autentico, come momento di incontro, di dialogo, di respiro gioioso e libero. Lui amava giocare, scherzare, divertire e divertirsi e intratteneva bambini, ragazzi, giovani, ma anche adulti, facendosi bambino, e li avvicinava altresì alla riflessione e alla preghiera.

La serata del 19, svoltasi presso il parco giochi – oratorio parrocchiale, opera portata avanti proprio della caparbietà di don Donato Panna, che la realizzò negli anni del suo parrocato, è iniziata proprio con un triangolare di calcio a cui sono seguiti canti, filmati su don Donato portiere di calcio, giochi, danze, testimonianze e premiazioni.

Il sindaco, Angelo Marasco, nel suo saluto, ha auspicato che lo spirito costruttivo e di unità insegnatoci da don Donato, e che ha caratterizzato la serata, possa continuare a vivere nella comunità sandonacese mentre il parroco, don Francesco Funaro, ha spronato tutta la comunità ,a continuare a tenere viva, nella memoria di don Donato,  la struttura del parco giochi.

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