San Donaci. Il Cobas scrive al sindaco: "Soluzioni per 'Il Cammino' o sarà protesta"

In una lettera, il segretario Roberto Aprile chiede al primo cittadino ragionevolezza per la situazione dei cinque lavoratori

SAN DONACI - Riceviamo e pubblichiamo una lettera che il sindacato Cobas di Brindisi ha indirizzato al sindaco di San Donaci, relativa allo stato di agitazione dichiarato da cinque lavoratori della cooperativa "Il Cammino" che svolgono lavori di manutenzione per conto del Comune. Secondo quanto dichiara il segretario del sindaco, Roberto Aprile, i lavoratori hanno subito un taglio delle ore, da 150 a 110 mensili con contratto per le pulizie. "Il nuovo appalto - continua Aprile - prevede lo svolgimento di una serie di cose che per la maggior parte non vengono realizzate. Già la situazione è appesantita economicamente dal fermo dovuto al Covid-19 ma questi lavoratori sono pronti a gesti estremi di protesta.  Chiediamo un momento di ragionevolezza all' amministrazione attraverso iniziative che mettano la città al sicuro dal degrado e a rendere più onorevole il lavoro di questi cinque dipendenti". 
 

"Spettabile Sindaco,

il sindacato Cobas torna a chiedervi una risposta concreta al dramma che stanno vivendo i 5 lavoratori della cooperativa “Il Cammino” a causa dei tagli all’orario di lavoro subìto nell’ultimo affidamento, appesantito in quest’ultimo periodo dal fermo dovuto al Covid-19. La cooperativa “Il Cammino” gestisce per conto del Comune un più che anomalo capitolato d’appalto, confermatoci anche da lei in un incontro avvenuto mesi fa. Questo capitolato prevede mille cose da fare per la cooperativa ma con soldi che non bastano a soddisfarne nemmeno un quarto delle cose previste. Così, tra l’ipocrisia generale si va avanti.

L’amministrazione ha affermato dopo le nostre proteste che non poteva farci nulla. Il Cobas ritiene invece che aggiustamenti necessari per il paese e quindi anche per i lavoratori sono possibili. La nostra azione continuerà su due piani: la prima sarà la protesta estrema dei 5 lavoratori di cui l’amministrazione se ne deve assumere le responsabilità per la totale indifferenza mostrata fino ad oggi e la seconda sarà quella di rivolgerci agli avvocati per verificare se ci sono gli estremi per denunciare l’amministrazione che continua a chiudere gli occhi di fronte ad un capitolato d’appalto inapplicabile e truffaldino. Il Cobas afferma che le soluzioni ci sono e vanno trovate immediatamente per il paese ed i cinque lavoratori della cooperativa".

Roberto Aprile

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