Lunedì, 2 Agosto 2021
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A San Donaci una panchina rossa in ricordo di Raffaella e di tutte le vittime di violenza

E' ancora vivo il ricordo di uno dei femminicidi che ha sconvolto la comunità sandonacese esattamente cinque anni fa. Essattamente nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne

SAN DONACI - E’ stata inaugurata a San Donaci, in Piazza Pio XII, in assenza di persone per le restrizioni dettate dall’emergenza covid-19, ma alla presenza dell’amministrazione comunale, degli agenti del Comando di Polizia Locale, dei carabinieri e di Doriana Presta, la sorella di Raffaella, vittima di femminicidio il 25 novembre del 2015, una “panchina rossa” in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne che ricorre oggi. 
"I pennelli e la pittura rossa, con cui un gruppo di ragazzi della piccola cittadina hanno dipinto la panchina, ricordano una ferita, quella inflitta a tante donne, tantissime che in Italia subiscono violenza". Si legge nella nota di presentazione dell'iniziativa. 

E' ancora vivo il ricordo di uno dei femminicidi che ha sconvolto la comunità sandonacese esattamente cinque anni fa. Essattamente nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne, quando Raffaella Presta, 40 anni, avvocatessa, fu uccisa dal marito a colpi di fucile nella loro abitazione a Perugia. 

“Una panchina rossa, il colore del sangue, a ricordare la presenza mutata in assenza, idealmente occupata da una donna invisibile, mostra un vuoto che non può essere dimenticato. Un posto dove si sono sedute l’amica, la mamma, la moglie e invita, chi dovesse passarvi accanto, “a fermarsi, a riflettere, a non dimenticare e a mantenere alta l’allerta".

"L’amministrazione comunale ha scelto di far dipingere una panchina in una zona di passaggio di grande visibilità perché offre la possibilità di sensibilizzare quante più persone possibili, uomini e donne, e soprattutto i giovani. Si tratta di un altro tassello del percorso che l’amministrazione ha portato avanti in questi anni con attività e proposte, nelle scuole e nella società civile, di educazione al rispetto della differenza di genere e contro ogni forma di discriminazione. L’intera amministrazione è convinta che silenzio e indifferenza siano pericolosi alleati della violenza e quindi si sente il dovere morale di contribuire a smuovere le coscienze in favore di una cultura della parità di genere".

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