San Donaci. Personale della residenza "Don Lombardo" senza dispositivi di protezione

Nella struttura sono presenti 62 anziani, alcuni con patologie gravi nonchè una quarantina di operatori sanitari e amministrativi

SAN DONACI - Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Luigia Serio, coordinatore sanitario della residenza per anziani "Don Lombardo" di San Donaci, indirizzata alle istituzioni regionali, provinciali e comunali nonchè sanitarie, affinchè possano arrivare in tempi brevi i dispositivi di portezione individuali per il personale socio-sanitario che opera nella struttura. 

"In questi giorni si moltiplicano le notizie con numerose vittime tra gli anziani ospiti nelle Residenze sanitarie assistenziali (Rsa), dove il personale socio-sanitario non è sufficientemente dotato dei dispositivi di protezione individuale e dove si ammalano non solo gli ospiti, ma anche gli operatori socio-sanitari e famigliari.

Pertanto, in questo momento tanto delicato per la salute pubblica, le Residenze per anziani meritano grande attenzione al fine di prevenire eventuali focolai che, a tutti i costi, vanno fermati sul nascere e garantire agli stessi anziani ed agli operatori le migliori condizioni possibili di prevenzione

Dal 5 marzo, presso la residenza " Don Lombardo " sita nel comune di San Donaci, abbiamo messo in atto tutte le misure per il contenimento dei contagi, sospeso il servizio di diurnato, blindato la stessa struttura non permettendo l'accesso ai parenti sollevando, per questo, grandi proteste, nonché abbiamo attivato un servizio di video-chiamate. Si è predisposto altresì un controllo preventivo giornaliero all’ingresso per il personale socio-sanitario con il controllo della temperatura e un autocertificazione sul proprio stato di salute.

Ma oltre questo non siamo in grado di porre in essere ulteriori interventi di prevenzione, perché non abbiamo i dispositivi medici previsti dalla legge, essendo esaurite le riserve dei Dpi che erano in dotazione alla struttura.

Nella Residenza operano attualmente 23 Oss, 7 infermieri, 1 Medico, 15 dipendenti addetti ai servizi amministrativi, servizi igiene e alle cucine, vi sono 62 anziani, le cui fragilità sono dovute alla loro età e alle Patologie pregresse, tra questi, inoltre, vi sono anziani con patologie gravi: una persona con tracheostomia e Peg, due con Bpco e in trattamento con O2 liquido, una con sondino naso-gastrico.

Ciò stante, in queste ore sono state chiesti alla Asl, al Comune di San Donaci, alla Croce Rossa ed alla Protezione Civile i dispositivi di protezione individuale per gli operatori socio-sanitari, sebbene tali Enti abbiano convenuto sulle ragioni della nostra richiesta, gli stessi hanno risposto di non essere in possesso di Dpi da poter fornire.

Pertanto, alla luce di quello che sta avvenendo nel resto d'Italia ed in molte case di riposo, mi vedo costretta a chiedere a gran voce e con estrema urgenza alle Autorità in indirizzo l’invio a questa Residenza dei dispositivi di protezione individuale per gli operatori socio-sanitari, affinché gli stessi possano operare in sicurezza e massima prevenzione per gli anziani, nonché l’invio di tamponi da utilizzare solo in circostanze estreme e di strumenti tecnologici con cui far comunicare gli ospiti con l'esterno.

Prego le autorità preposte di voler intervenire ognuno per la loro competenze al fine di scongiurare uno scenario che altrimenti rischia di diventare drammatico."

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