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Domenica, 23 Giugno 2024
Attualità San Donaci

San Donaci, tutto pronto per l'ottava edizione della Mostra cinofila

Lo show è aperto ai cani di tutte le razze e taglie, con o senza pedigree: anche i meticci potranno gareggiare. I cani verranno giudicati non nel movimento "forzato" ma in quello naturale

SAN DONACI – Domenica 16 giugno prossimo, presso il palazzetto dello Sport di San Donaci, si svolgerà l'ottava manifestazione cinofila, la terza nel Comune di San Donaci, organizzata dall'associazione “Ukc anni 90" con presidente Antonio Fornaro allevatore di American Pitbull Terrier (Allevamento Tre Valli) in collaborazione con i soci Cosimo D'Oronzo di San Donaci (allevamento D'Oronzo's Kennel) e Piero Canzoniere (Canzoniere's Kennel), anch’essi allevatori di American Pitbull Terrier. 

Lo show è aperto ai cani di tutte le razze e taglie, con o senza pedigree: anche i meticci potranno gareggiare. Tre le categorie: Multirazza, Pittbul, American Bullying. I cani verranno giudicati non nel movimento "forzato" ma in quello naturale. I giudici sono Giovanni Spalluto e Fabio Lorenzo. 

“L'associazione coglie l'occasione per ringraziare l'amministrazione comunale di San Donaci della concessione, per la terza volta, della possibilità di disputare una gara di questo tipo, con il suo gratuito patrocinio alla manifestazione. Ulteriori ringraziamenti vanno ai commercianti della comunità sandonacese, per aver contribuito con i loro sponsor alla realizzazione dell'evento”, scrivono gli organizzatori. 

La locandina-21

“L 'associazione “Ukc anni 90"  è nata per ridare all'American Pitbull Terrier la considerazione che aveva un tempo, quella cioè di essere un cane di impatto - dalla stazza più grossa, per meglio intenderci - a differenza del pitbull più snello e più piccolo dei giorni nostri”. 

"Un altro aspetto che mi preme sottolineare - aggiunge il presidente - è che l'American Pitbull Terrier è sì un cane dalla grande forza e carattere, ma è anche un cane dal gran cuore verso l'essere umano, specialmente verso i bambini. Non per niente nel 1900 lo chiamavano ‘cane tata’. Purtroppo i numerosi e tragici fatti di cronaca ci danno attestazione del contrario, ma a mio avviso il tutto scaturisce sia da una cattiva gestione del proprio cane, sia dal fatto che si tratta spesso di cani nati da accoppiamenti non mirati, ovvero da razze incrociate, con tutti i seri rischi che ne derivano. Detto questo, ci auguriamo di lasciare ‘una bella impronta’ - ed è proprio il caso di dirlo! - e che a questa manifestazione ne possano seguire altre, volte a promuovere l'amore per i nostri ‘amici a quattro zampe’,  sensibilizzando la cittadinanza tutta e favorendone la partecipazione attiva".

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