Lotta al randagismo, due cagne sterilizzate e "microchippate" reimmesse sul territorio

Il sindaco Giovanni Allegrini: "Vogliamo instaurare una forma di informazione e formazione sulla cultura della convivenza tra cittadini e cani"

Immagine di repertorio

SAN MICHELE SALENTINO -  Continuano le azioni dell’Amministrazione comunale e del comando della Polizia locale di San Michele Salentino finalizzate al contrasto del randagismo e alla tutela degli animali di affezione. Nella mattina di martedì 17 novembre, il sindaco Giovanni Allegrini ha firmato un’ordinanza di reimmissione sul territorio comunale di due cagne randagie, accalappiate, alcuni giorni fa, grazie all’intervento dei volontari animalisti locali e sterilizzate presso il canile sanitario del Comune di San Pancrazio Salentino.

Dopo il periodo di osservazione, tenuto conto che sussistevano le condizioni per una reimmissione nel loro habitat naturale essendo le cagnette non pericolose, il primo cittadino ha adottato il provvedimento con apposita ordinanza e gli animali sono stati “liberati” negli stessi luoghi da dove erano stati prelevati, muniti di regolare numero di microchip. 

"Un ulteriore passo in avanti ed una ferma attenzione di questa Amministrazione nel contenere il fenomeno del randagismo", ha commentato il sindaco Giovanni Allegrini. "Il nostro intento nel pubblicizzare il provvedimento - prosegue - vuole essere un modo per instaurare una forma di informazione e formazione sulla cultura della convivenza tra cittadini e cani. Ringrazio coloro che si sono dedicati al recupero delle cagnoline, dalla Polizia locale, ai volontari che sono un pilastro fondamentale e al sindaco di San Pancrazio Salentino, Salvatore Ripa, per la disponibilità e sensibilità dimostrata in questa occasione. La forza pubblica e i volontari seguiranno, giornalmente, le cagnette nel loro comportamento, per essere certi che abbiano ritrovato il proprio habitat e senza destare preoccupazione tra la gente".

Il Comune compie, quindi, un passo per la lotta al randagismo, avvalendosi di quanto prescritto all’articolo 17 comma 3 della legge regionale 2/20. "Siamo partiti alcuni mesi fa firmando una convenzione con una clinica veterinaria privata e trovando, successivamente, la disponibilità del canile sanitario comunale di San Pancrazio, nelle more della costruzione qui a San Michele, affinché venissero curati i cani randagi feriti presenti nel nostro Comune – spiega il sindaco – e siamo arrivati a raggiungere, oggi, un grande traguardo con la reimmissione di due cagnette con regolare microchip intestato al primo cittadino. Il nostro obiettivo è, anche, quello di far risparmiare all’Ente e ai cittadini soldi pubblici per detenere cani randagi nei canili, anche, privati e contenere le nascite. Al tempo stesso, però, - conclude - vogliamo garantire il benessere animale rispettando la natura dei cani randagi".

Infine, il consigliere provinciale Michele Salonna, l'assessora Rosalia Fumarola, insieme alla locale associazione Oipa si stanno adoperando per limitare la presenza dei randagi sul territorio, con alcune iniziative: a livello provinciale, emergenza Covid permettendo, si promuoverà una campagna di microchippatura con l'ausilio dei volontari animalisti, mentre a livello locale, le parti, stanno per promuovere un progetto che prevede la disponibilità di "stalli temporanei" coinvolgendo cittadini e operatori economici. 
 

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