San Michele Salentino. I muri "parlanti" di Borgo Ajeni grazie alla call di artisti Brindisini

Si è conclusa la manifestazione "Chiamata alle arti" svoltasi in occasione del primo compleanno della cooperativa sociale agricola

SAN MICHELE SALENTINO - A volte i muri “parlano” e raccontano storie. Per conoscerle basta essere disposti ad “ascoltare” con gli occhi. A raccontarci queste storie sono i murales, vere e proprie opere di street art che da domenica 21 giugno, primo giorno d’estate, impreziosiscono i muri della cooperativa agricola di comunità “Borgo Ajeni”, grazie al progetto “Chiamata alle Arti” che ha visto collaborare l’assessora alla cultura del Comune, Rosalia Fumarola, ed i soci della cooperativa in occasione del primo compleanno della stessa. Gli artisti, dopo una preselezione delle proposte grafiche da parte della commissione, sono stati ammessi a partecipare a questa call e ad ognuno di loro è stato assegnato uno spazio esterno della struttura, nel seguente ordine: Carmelo Garofalo, Nessuno Neimand, Sasori Komomo, Simone Ligorio, Simona Pungente, Alessia Tondo, Grafite Creative Studio & Four, Donatello Pentassuglia e Angela Santoro, tutti artisti e grafici rigorosamente provenienti dalla provincia di Brindisi.

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“Parliamo di arte e agricoltura un binomio avvincente che ha visto protagonisti pittori, street artists e musicisti – dichiara l’assessora alla cultura, Rosalia Fumarola. Una “chiamata alle arti” con la tematica uomo-natura, una dicotomia esistente fin dagli arbori della società che ancora oggi desta attenzione e preoccupazione. Gli artisti hanno creato una vera e propria galleria all’aperto su muri bianchi in calce viva, tra il verde degli ulivi e dei fichi in fiore in questo periodo. I festeggiamenti per il primo anno della cooperativa agricola sociale di comunità Borgo Ajeni sono durati tre giorni ed in questo primo anno trascorso i soci hanno portato avanti la produzione di beni e prodotti del nostro territorio, il recupero delle produzioni agricole, creando così opportunità lavorative e benessere. La cooperativa di comunità è un modello di innovazione sociale – conclude l’assessora - un’opportunità per una realtà come la nostra che ha bisogno di costruire un tessuto economico e imprenditoriale fondato sulle risorse dei prodotti agricoli e non solo, ma che sia capace di rispondere a tutte le esigenze della collettività, compresa la cultura”.

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