San Pietro: fake news, situazione tamponi e poteri dei sindaci: Rizzo fa chiarezza

Il 90 per cento dei contagiati di San Pietro Vernotico ha matrice ospedaliera e dalle residenze per anziani. Molti cittadini aspettano di essere sottoposti a tampone

SAN PIETRO VERNOTICO – Il 90 per cento dei contagiati di San Pietro Vernotico ha matrice ospedaliera e dalle residenze per anziani. Molti cittadini aspettano di essere sottoposti a tampone da settimane nonostante presentano sintomi da coronavirus. Nessuna attività commerciale di San Pietro è stata chiusa per Covid tantomeno nessuno sta lavorando nonostante la quarantena. Il sindaco di San Pietro Vernotico, l’avvocato Pasquale Rizzo, in una nota inviata agli organi di informazione fa chiarezza sulla situazione attuale nel suo territorio e alcune fake news che si stanno rincorrendo da qualche giorno, con versioni sempre differenti, sulla chiusura di un'attività e annuncia l’intervento della Polizia Postale per trovare l’autore di queste false notizie, diramate attraverso post su Facebook o messaggi Whatspapp.

ll caso della Fake News dell'attività commerciale 

“Sono apparsi sui social dei comunicati formulati da sciacalli del web, tanto codardi da non firmare il documento, con i quali si indicano  titolari di una attività commerciale in San Pietro Vernotico come positivi al Covid-19, tanto che l’attività sarebbe stata chiusa. Si procederà all’invio degli atti alla Polizia Postale per individuare gli autori; non può consentirsi che si effettuino indicazioni non veritiere”, scrive Rizzo.

“Lo scrivente non ha mai ricevuto indicazioni di chiusura sul territorio di attività a seguito di riscontri Covid-19, e tanto meno i titolari della attività cui si fa riferimento nei messaggi sono indicati tra le persone risultate positive. E’ ignobile quanto verificatosi, oltre che fonte di responsabilità civile e penale”.

“Gli uffici di prevenzione dell’Asl hanno l’obbligo di porre in essere ogni iniziativa al fine di tutelare la pubblica incolumità, e quindi a disporre quarantene anche solo qualora vi siano stati contatti stretti con positivi Covid. Se i titolari dell'attività non sono in quarantena vuol significare che non risultano positivi e non vi sono ragioni di contatti stretti, per cui quanto scritto sui social non è veritiero”. 

La posizione dei sindaci

Rizzo, ancora una volta, spiega come in questa situazione di  emergenza sanitaria i sindaci sono stati messi all’angolo da Regione e Asl. Una condizione che riguarda anche altri Comuni.

“I sindaci sono stati esautorati da ogni ruolo. Il presidente Emiliano ed il direttore Asl dr. Pasqualone assumono che gli uffici stanno facendo quanto dovuto, che a Brindisi va tutto bene, che nessuna Asl ha funzionato così bene come quella di Brindisi. Il presidente Emiliano ha rimarcato che non è compito dei sindaci, se investiti di possibili contatti stretti sul territorio, anche solo occuparsene; se emergeranno problemi si denuncino eventuali errori da parte di chi ha l’obbligo di disporre quarantene e tamponi”.

“Una assurdità: proporre la denuncia in luogo della proposta, auspicata ed assicurata collaborazione. Altri sindaci più autorevoli di me hanno posto in evidenza come in Provincia di Brindisi, prescindendo dai colori politici, si sia dato il massimo in termini di disponibilità e collaborazione, senza effettuare fughe in avanti ma con l’intento di superare insieme la situazione drammatica vissuta, pur non condividendo non poche scelte. Come sindaco avrei potuto cavalcare il mancato utilizzo dell'ex Melli, struttura pienamente agibile e con reparti chiusi. Ho lasciato campo libero a chi ha deciso le sorti della nostra sanità negli ultimi 15 anni (sino a fine pandemia)”.

La situazione Covid a San Pietro

“A San Pietro un medico curante ha richiesto per ben tre volte il tampone per un ragazzo che presenta tutti i sintomi e che lavora in un contesto di contiguità con decine di persone, senza ricevere riscontri (cosa accadrà se dovesse riprendere attività lavorativa?); dai primi di aprile una Oss e la figlia aspettano di ricevere un riscontro ai tamponi eseguiti. Al telefono è impossibile avere riscontri, e le risposte, dai vertici, sono sempre le stesse: sarete chiamati, il tampone non serve a nulla, siamo stati bravi ad ottenere, ad aprile, il laboratorio in Brindisi (il Perrino non è forse ubicato in una città capoluogo di provincia che, peraltro,  ha fatto registrare la seconda percentuale di contagio in Puglia), ed i cittadini devono imparare ad aspettare nel momento in cui le richieste di tamponi sono elevate”.

“Tra poco ci diranno che siamo tanto bravi da aver convinto il Covid 19 ad attendere i nostri tempi. Quello che ha invaso la residenza per anziani in Brindisi deve essere stato discolo. Le schede Istat dei deceduti ci danno indicazioni, nel referto, di decessi legati a Covid -19 mai precedentemente conosciuti; i dati di chi è ospedalizzato non ci vengono forniti, e quelli forniti spesso sono incompleti. Innanzi ad una situazione di tal fatta, si aggiungono anche gli sciacalli del web che distruggono economie e persone con false notizie, diffondendo dati sensibili oltremodo privi di riscontri. Di certo se ci fosse stata la necessaria collaborazione ed apertura nei confronti di chi deve sul territorio combattere tali brutture, forse ci sarebbero stati molto meno danni. Ma evidentemente abbiamo le banane agli occhi, non ci siamo resi conto che tutto è andato e va bene”.

“Il 90 per cento dei contagiati di San Pietro Vernotico ha matrice ospedaliera e dalle residenze per anziani. Ma come spesso accade, la colpa è sempre degli altri, anche sui riscontri numerici”

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