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Il San Raffale: "Per colpa della legge regionale, cessiamo il rapporto di lavoro"

Dopo l'istituzione del nuovo centro di riabilitazione ospedaliera, la Fondazione "reagisce" in questo modo. Il consigliere regionale Fabiano Amati parla di intimidazione e annuncia che informerà la procura

CEGLIE MESSAPICA - Un rapporto di lavoro cessato e motivato da una proposta di legge regionale. Accade in Puglia, a Ceglie Messapica. L'oggetto recita "cessazione rapporto libero professionale". La motivazione è quantomeno sorprendente, per usare un eufemismo. Per comprendere quanto sta accadendo e perché la Fondazione San Raffaele abbia agito - o reagito - in questo modo, occorre fare un passo indietro, neanche tanto lungo. Di quattro giorni. Il 21 maggio 2024 una nota dell'agenzia del Consiglio regionale pugliese spiega che il Centro regionale di riabilitazione pubblica ospedaliera di Ceglie Messapica sarà di proprietà e gestione interamente pubblica, rientrando nell'organizzazione funzionale della Asl di Brindisi. E' stata infatti approvata la proposta di legge da parte della Regione Puglia. Il primo firmatario è il consigliere regionale Fabiano Amati.

La lettera della Fondazione San Raffaele

A quattro giorni di distanza, alla Fondazione San Raffaele, la proposta non sembra essere andata giù. Almeno stando a quanto si può leggere nella lettera destinata a un lavoratore, che porta in calce la firma del presidente Sergio Pasquantonio. Il centro cegliese, infatti, è gestito dalla Fondazione, ma la proposta di legge spariglia le carte, puntando a rendere pubblica la struttura. E infatti nella missiva di cessazione del rapporto, nello specificare le motivazioni, si legge senza mezzi termini che la mossa è causata dalla proposta di legge d'iniziativa del consigliere Fabiano Amati, "volta alla internalizzazione della gestione del presidio riabilitativo di Ceglie Messapica". E ancora: "Purtroppo, ciò che oggi rileva è, ai sensi dell'iniziativa legislativa intrapresa, è (sic, ndr) l'impossibilità per la scrivente Fondazione di garantire un futuro a tutti i lavoratori e professionisti che operano nel presidio riabilitativo di Ceglie Messapica".

Amati: "E' una ritorsione contro la Regione"

Da notare che Fabiano Amati viene menzionato ben due volte, il presidente Michele Emiliano solo una, all'inizio, quando si parla dell'approvazione della proposta. E proprio Amati ha stilato oggi, sabato 25 maggio 2024, una nota in cui parla di "ritorsione espressa contro la Regione". Per Amati questa è una "iniziativa vergognosamente contraria all'interesse pubblico". E annuncia che non rimarrà con le mani in mano: "Una vicenda incredibile, considerato che il personale in servizio dovrebbe transitare nella Asl di Brindisi e che con i licenziamenti s'intende sottrargli il titolo per il transito. A questo punto informerò la procura della Repubblica di Brindisi, affinché possa verificare la sussistenza di reati sia sui licenziamenti che sull'intero rapporto contrattuale, la Prefettura di Brindisi, per quanto di competenza, e la Asl di Brindisi, in particolare il Dipartimento di prevenzione, per verificare le modalità di erogazione del servizio. Nel frattempo chiederò l'intervento del Nucleo ispettivo della Regione, della sezione competente per la promozione di ogni iniziativa di verifica, oltre che della task force lavoro".

Fp Cgil: "Si attacca una legge regionale sgradita"

Attualmente, non si conosce il numero dei lavoratori a cui è stato riservato questo "trattamento" da parte della Fondazione. Sempre oggi, il segretario generale Funzione Pubblica Cgil Brindisi Luciano Quarta parla di pressioni sui lavoratori e di "una presa di posizione nei confronti di questi professionisti, che attacca una legge regionale sgradita alla società in eterna proroga. Come Fp Cgil Brindisi abbiamo già provveduto ad una richiesta di accesso agli atti alla Asl di Brindisi per accelerare e far partire le procedure di passaggio al pubblico secondo la legge appena approvata e procedere quindi all'assorbimento di tutto il personale in essere". E infatti il personale è il punto, come ricorda il consigliere Amati. L'ambito sanitario è un ambito delicato, inutile ripeterlo. E un lavoratore che riceve una simile lettera potrebbe pensare che la colpa, alla fine, sia della Regione Puglia. Questo spiega la reazione di Amati e la scelta del termine "ritorsione".

La replica di Angelucci

“L’onorevole Antonio Angelucci  - si legge in una nota diramata dalla Fondazione San Raffaele - avuta notizia dai media di quanto falsamente affermato dal consigliere Regionale Fabiano Amati smentisce ogni suo coinvolgimento nelle attività della Fondazione San Raffaele nella quale non riveste alcuna carica e non svolge alcun ruolo. Quanto affermato dal consigliere Amati appare quindi un attacco politico a pochi giorni dalle elezioni europee del tutto ingiustificato e privo di verità e nei cui confronti si riserva ogni azione a sua tutela.”

Articolo aggiornato alle ore 11.36 del 26 maggio (la nota di Angelucci)

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