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Lunedì, 27 Maggio 2024
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"Sanità brindisina, i lavoratori sono allo stremo e molti si ammalano di Covid"

La denuncia della Funzione Pubblica Cgil: "Carenza di personale, errori di programmazione, turni massacranti e carichi di lavoro difformi durante la pandemia, serve un tavolo"

BRINDISI - Carenza di personale, errori di programmazione, turni massacranti e carichi di lavoro difformi: sono i mali che attanagliano i lavoratori della sanità brindisina stando a un documento stilato dalla Funzione Pubblica Cgil. Nella denuncia, firmata da Chiara Cleopazzo e Vincenzo Maglie, viene proposto all'Asl di Brindisi e al suo direttore generale, Flavio Maria Roseto, "un tavolo urgente che inverta la rotta con argomento da trattare con celere riscontro".

La Cgil scrive nel documento: "Da eroi a vittime. E' amaro il sorriso di chi lotta tutti i giorni per salvare vite umane nei reparti degli ospedali brindisini. Medici, professionisti sanitari e operatori sociosanitari sono allo stremo delle forze, sfiniti fisicamente: non hanno avuto il tempo di metabolizzare e smaltire la stanchezza accumulata in pandemia che continuano a trovarsi persino privi di personale sanitario e/o di supporto, alla corsa continua per una mancata programmazione delle risorse secondo numeri necessari e coerenti alle reali esigenze, fabbisogni sempre risicati e la lotta alle mansioni e ad i ruoli non rispettati, per assenza di figure addette con dotazioni organiche ridotte all'osso in molte realtà socio/sanitarie/assistenziali della Asl Brindisi e ora si infettano nuovamente. Il sistema rischia di implodere e la fase della pandemia che stiamo vivendo si sta rivelando sempre più faticosa e lunga, impegnativa per il personale sanitario".

Per la Cgil i lavoratori sono "oramai il capro espiatorio delle debolezze del sistema - posti letto che mancano, inefficienze territoriali - Ci si dimentica che sono loro a lottare al fronte contro il virus, ad assistere al meglio i malati negli ospedali". E ancora: "Siamo al collasso. I carichi di lavoro sono distribuiti sui sopravvissuti e sono insostenibili, i lavoratori sono stanchi e si riammalano di Covid. E' giunto il momento di discutere a viso aperto delle persone che curano le persone, di quante sono realmente, di quante ne servirebbero coerentemente, della loro collocazione e soprattutto di carichi di lavoro difformi che minano la salute psico fisica dei lavoratori rimasti". Infine, la richiesta all'Asl di "un tavolo urgente che inverta la rotta con argomento da trattare con celere riscontro: fabbisogni e carichi di lavoro, scelte di discussioni di coraggio e repentine per porre rimedio alle criticità in relazione alle dotazioni organiche che si ripercuotono sui servizi all'utenza che rischiano di non essere garantiti più e a tutela dei lavoratori dipendenti, in quanto persone che si prendono cura delle persone". 

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