Sciopero nazionale lavoratori della sanità privata: proteste anche a Brindisi

Si è tenuto oggi, 16 settembre 2020, in piazza Santa Teresa dinnanzi la Prefettura

BRINDISI - Si è tenuto oggi, 16 settembre 2020, in piazza Santa Teresa dinnanzi la Prefettura di Brindisi lo sciopero nazionale dei lavoratori della sanità privata contro Aiop e Aris e quello dei lavoratori del servizio di pulizie e sanificazione della Sanitaservice Asl Br organizzato da Fp Cgil, Cils Fp, UIl Fpl, Ugl. 

"Non si possono ingannare in questo modo i lavoratori che in questi ultimi anni hanno continuato a svolgere con dedizione il proprio lavoro e che in questi mesi di emergenza si sono spesi per garantire il diritto alla salute degli assistiti, lavorando anche in condizioni estreme. Non è mai avvenuto che delle controparti negassero in questo modo il diritto al rinnovo del Ccnl e all'adeguamento delle retribuzioni", scrivono i sindacati.

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"Le parole non sono più sufficienti, ci vogliono atti concreti. I lavoratori non intendono più attendere e vogliono da subito la firma del Ccnl. Il diritto al rinnovo del Ccnl è un diritto di tutti e il contratto collettivo nazionale di lavoro non può essere messo in discussione da nessuno, perché è una forma di garanzia per tutti, dai lavoratori alle imprese, dai cittadini alle istituzioni, è un bene per il Paese e va preservato, altrimenti si apre uno scenario di conflitto permanente che non farebbe bene a nessuno. Emblematico è quello che sta accadendo ai lavoratori del Servizio di Pulizie e Sanificazione della Sanitaservice Asl Br". 

"Oltre 280 lavoratori del Servizio innanzi richiamato, rischiano di essere nuovamente esternalizzati a causa di beghe meramente burocratiche che hanno visto soccombere la Asl Br in sede di giudizio presso il Consiglio di Stato, inficiando la precedente internalizzazione dello stesso servizio ed in virtù della quale si è deliberata una gara ponte per l’affidamento all’esterno di questa importante articolazione Aziendale. Diversi gli incontri che le Scriventi hanno tenuto con i livelli istituzionali regionali e aziendali, l’ultimo, nell’ordine di tempo, con il Comitato Sepac della Regione Puglia, dove veniva presentata una proposta d’accordo che prevedeva l’esternalizzazione del servizio in parola per la durata di un anno. Proposta irricevibile e rigettata all’unanimità dai lavoratori interessati "

"Di una cosa siamo certi: questa è una battaglia per il diritto sociale dei lavoratori e dei cittadini e non ci fermeremo finché non sarà vinta !!!

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