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Scomparso Uccio Magrì: "comunista convinto, ma non arrendevole"

Nella giornata di oggi, venerdì 18 dicembre, è scomparso Antonio Magrì, detto Uccio, all'età di 81 anni

Nella giornata di oggi, venerdì 18 dicembre, è scomparso Antonio Magrì, detto Uccio, all'età di 81 anni. I funerali si svolgeranno domani alle 10 nella chiesa Cuore Immacolato di Maria, al quartiere Perrino di Brindisi. Di seguito il ricordo di Marcello Orlandini. 

Antonio Magrì, Uccio, era uno di quegli operai ai quali l’offerta di lavoro legata al picco di appalti nello stabilimento petrolchimico aveva permesso di rientrare a Brindisi dopo un periodo di emigrazione all’estero. Un periodo in cui le esperienze di vita da “esiliato” unite a quelle di fabbrica avevano plasmato una scelta politica e sindacale chiara, con il Pci e la Fiom Cgil. All’autunno caldo della fine degli anni Sessanta erano subentrate le lotte politiche dei primi anni Settanta: Uccio Magrì era uno degli operai Belleli più attivi nel partito e nel sindacato, e da quell’azienda uscirono non pochi militanti e quadri di base che in città contribuirono a cambiare il tessuto sociale della sinistra.

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Aveva una voce profonda, una forte propensione alla passionalità nella lettura delle vicende e dei problemi, e una stretta di mano che non perdonava, neppure i dirigenti nazionali del partito di passaggio da Brindisi: stritolante, a dir poco (la contromossa, essere veloci e incastrarsi nell’incavo del suo pollice, per evitare almeno la perdita della sensibilità delle dita). Uccio Magrì si teneva in forma correndo lungo le spiagge o in campagna, assieme al fratello, con brevi soste per sollevare tronchi o massi, e gli piaceva non solo raccontare di questi allenamenti, ma anche elargirne i risultati ai malcapitati che gli porgevano la destra.

Dalle movimentate vicende degli anni 1971 e 1972, quando la sua presenza alle manifestazioni era una autentica assicurazione per tutti i compagni in tempi di non infrequenti scontri con elementi neofascisti, all’impegno in una delle sezioni cittadine del Pci, la “Togliatti” del quartiere Commenda, di cui fu anche uno dei segretari. Magrì non le mandava a dire. 

Fu anche uno dei più accaniti critici della federazione provinciale quando nel 1975 il Pci registrò una crescita elettorale molto forte in città, e il candidato brindisino Benito Piccigallo fu imprevedibilmente il più votato della lista provinciale, sconvolgendo la preliminare programmata designazione di un candidato della provincia, e aprendo un caso con momenti anche molto duri di confronto. 

Uccio Magrì era un comunista convinto, ma non arrendevole. E quando giunse il momento della svolta, dell’abbandono del nome e dei simboli del vecchio Pci, decise di proseguire la propria esperienza politica in Rifondazione. Uno strappo personale, non facile, ma per lui coerente con le idee per le quali si era battuto.

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