Giovedì, 21 Ottobre 2021
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"Pochi i medici bravi? Sconcerto per la frase di Emiliano"

Anche l'Ordine dei medici di Brindisi esprime disappunto per una dichiarazione del governatore

Anche l’Ordine dei medici della provincia di Brindisi esprime “sconcerto” per una infelice uscita del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, in occasione della riapertura della struttura Utin-ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Ai microfoni di Tg Norba, il governatore due giorni fa (martedì 12 ottobre) ha detto: “I medici sono pochi, quelli bravi ancora meno”. Questa dichiarazione ha suscitato un vespaio di polemiche, cui si aggiunge anche una lettera a firma del presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Brindisi, Arturo Oliva, inviata allo stesso Emiliano. 

“Le suddette dichiarazioni – si legge nella lettera - hanno provocato sconcerto nella classe medica brindisina e non solo, e lanciamo un’ombra sull’operato di tanti sanitari che con abnegazione e dedizione, mettendo a repentaglio la propria salute, si sono dedicati alle cure dei cittadini”.  “Qualcuno, in passato, ci ha definito anche ‘eroi’ ma noi sentiamo di aver fatto unicamente il nostro dovere e non saranno certamente le sue critiche a toccare il nostro orgoglio, la nostra etica e la nostra morale. Siamo e rimarremo fieri di essere medici, non i più bravi, non i più capaci, bensì quelli che hanno dimostrato in tutti i momenti, di essere presenti al fianco della popolazione pugliese”. 

Il chiarimento di Emiliano

 Emiliano ha voluto chiarire la frase incriminata, con la seguente nota: “La frase oggetto di chiarimento è stata estrapolata da un mio intervento fatto a Taranto in occasione del riavvio delle attività della Terapia intensiva neonatale (Tin) e a tale contesto va ricondotta. Dopo il pensionamento del primario c’è stata una sospensione del servizio per mancanza di medici che potessero gestire un reparto così delicato”.

“La riattivazione della Tin avviene solo grazie alla sinergia che abbiamo creato con il Policlinico di Bari e il prof. Nicola Laforgia che ha inviato le professionalità indispensabili per il riavvio delle attività. Di conseguenza quella frase esprime la necessità di insistere, come stiamo facendo da anni come Regione, nella formazione e specializzazione dei medici, perché nel caso della Terapia intensiva neonatale di Taranto abbiamo riscontrato difficoltà a trovare medici in grado di gestirlo”.

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