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Sabato, 13 Aprile 2024
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Servizi sociali e Integrazione scolastica: gli interventi di Cgil ed educatrici

Oggetto: la diatriba scoppiata nei giorni scorsi fra il Comune di Brindisi e quello di San Vito dei Normanni riguardo alle rispettive quote da versare nell’ambito dei Servizi sociali Br/1 e su quelle interessate a nuova gara d’appalto come l’integrazione scolastica

BRINDISI - Sulla diatriba scoppiata nei giorni scorsi fra il Comune di Brindisi e quello di San Vito dei Normanni riguardo alle rispettive quote da versare nell’ambito dei Servizi sociali Br/1 e su quelle interessate a nuova gara d’appalto come l’integrazione scolastica, intervengono sia la Cgil con una nota a firma della segretaria generale Patrizia Stella che un gruppo di educatrici del Servizio d'integrazione Scolastica di San Vito dei Normanni. Sulla vicenda aveva anche presentato un’interrogazione il consigliere comunale Luciano Loiacono, capogruppo di Idea per Brindisi. Di seguito gli interventi di Cgil ed educatrici. 

Cgil

La Fp Cgil Brindisi torna a sollecitare i sindaci di San Vito dei Normanni e di Brindisi affinchè individuino urgenti soluzioni al fine di scongiurare le gravi ricadute sul territorio legate alle note problematiche dei servizi sociali dell’Ambito Br/1. Occorre tornare ad investire sui servizi sociali con la valorizzazione di tutti gli operatori del sociale che grazie alla loro riconosciuta ed indiscutibile professionalità  offrono sostegno quotidiano a migliaia di fragili, anziani e alle loro famiglie. Urge il rafforzamento ed il  rilancio dell'intero sistema del welfare rispondente alle esigenze dei cittadini più fragili, dei lavoratori e dei professionisti che quotidianamente li assistono. 

Si chiede, pertanto,  l’urgente attivazione del Consorzio  con la salvaguardia dei livelli occupazionali del Polo/ Integrazione scolastica e Adi e Sad. La Fp Cgil Brindisi chiede, inoltre, che siano attivate le procedure per la stabilizzazione del personale avente diritto  e che sia garantito il requisito della stabilità.La “Politica” locale  ha il dovere di  promuovere azioni  a garanzia dell’utenza e dei lavoratori  del sociale.

Le educatrici scrivono al sindaco di San Vito  

"Gentile sindaco Errico, siamo una parte della comunità educante di San Vito dei Normanni, genitori ed educatori/rici. Non vogliamo  alimentare la bagarre sui problemi emersi per la prosecuzione del servizio di integrazione scolastica, insieme a Lei e a tutte le istituzioni locali vogliamo individuare una soluzione. Siamo abituati a mediare, a rivedere le cose da un altro punto di vista, a prenderci cura di chi ci sta vicino. E prendersi cura è pre-occuparsi, occuparsi prima, cercando di prevenire e di premunirsi per eventuali problemi che possano nascere.

Un sindaco ha il dovere di prendersi cura di tutti i suoi cittadini, particolarmente di chi ha un bisogno educativo speciale e che si trova in un momento di difficoltà maggiore, costretto a una distanza ulteriore, dopo la pandemia comune affrontata. 

Per questo, sindaco, ti chiediamo di decidere in tempi brevissimi di impegnare nel bilancio di previsione del Comune di San Vito dei Normanni le risorse necessarie per finanziare, come sinora il comune ha fatto, servizio d'integrazione scolastica e prevedere la stessa spesa (pari al 20 per cento che spetta al San Vito dei Normanni rispetto all’80 per cento di Brindisi) anche per gli anni a venire. 

Crediamo che il nuovo Consorzio per la gestione dell'ambito territoriale possa lavorare bene per programmare i servizi sociali locali, articolare nuovi progetti, attrarre risorse e competenze, dare maggiore dignità e continuità anche al nostro lavoro. La direzione comune che la nostra comunità deve intraprendere è quella di integrare servizi di welfare, non di metterli in discussione o tagliarli, per il miglioramento del benessere di tutti i cittadini e soprattutto di chi ne ha più bisogno. Come lavoratori e lavoratrici chiediamo di essere coinvolti in questa progettazione partecipata, non solo di guardare inermi valutazioni spesso superficiali sulla nostra attività. 

Sei nella possibilità di farlo, e di farlo nei tempi e nei modi che permettano di non interrompere i servizi, garantire gli utenti e tutelare il lavoro. 

Del resto non chiediamo altro che si facciano le cose come si devono, nel rispetto della qualità del servizio raggiunto ad oggi, nel rispetto del bisogno dei bambini, dei ragazzi e delle famiglie, nel rispetto della dignità di chi lavora in questo campo da quasi un ventennio con professionalità conclamata.

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