Giochi, teatro, spettacoli e libri per la settima edizione del Medieval Fest

È iniziata venerdì 30 agosto, con una conferenza su “Il libro di carta e le origini della stampa nel Salento”

BRINDISI - È iniziata ieri, venerdì 30 agosto, con una conferenza su “Il libro di carta e le origini della stampa nel Salento”, la settima edizione del Medieval Fest, la consolidata manifestazione culturale che vuole far rivivere la storia medievale brindisina. La manifestazione, in svolgimento presso la Casa del Turista, sul lungomare Regina Margherita, terminerà questa sera, sabato 31 agosto. Anche quest’anno il Medieval Fest offre tante novità: tra queste, la possibilità di rivivere la storia tra gioco, fiaba e mistero con una caccia al tesoro “Giocando con il Medioevo” (dalle ore 19), con spettacoli teatrali nella Taverna di Mago Merlino e percorsi esperenziali nelle Botteghe Arti e Mestieri (dalle ore 21 alle 23), attività allestite al piano terra della Casa del Turista. Tutte le attività del festival sono gratuite e sono curate dalla History Digital Library di Brindisi, la biblioteca di comunità che ha sede nella stessa Casa del Turista.

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Il Medieval Fest è iniziato con una visita alla taverna medievale nel corso della quale il pubblico presente, accolto dall’attrice teatrale Sara Bevilacqua, ha potuto ascoltare una rievocatrice che ha parlato del vino, elemento importante e presente nella tavola medievale. Dopo la taverna, il pubblico ha visitato le Botteghe Arti e Mestieri e qui ha potuto vedere come si realizzavano i libri nel Medioevo. Al termine della visita è iniziata quindi la conferenza su “Il libro di carta e le origini della stampa nel Salento”, organizzata dalla Società di Storia Patria per la Puglia nella Sala Multimediale della History Digital Library. Ospite il professor Alessandro Laporta, già direttore della Biblioteca Provinciale di Lecce e docente di Storia della Stampa e dell’Editoria presso l’Università del Salento.

Quest’anno, come ha evidenziato il professor Giuseppe Marella della sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia, aprendo la conferenza, la manifestazione si sposa alle attività della History Digital Library. Tra queste, la ricostruzione in 3D del centro storico di Brindisi, illustrata al pubblico presente da uno dei collaboratori della biblioteca di comunità, Francesco Jurlaro. “Abbiamo ricostruito tutta la città com’era nel Settecento, quasi completamente diversa da come la vediamo adesso”, evidenzia Jurlaro, che prosegue spiegando come riprendendo la mappa spagnola del 1738 sia stato fatto tutto il rilievo della mappa che è stato poi elevato in base agli edifici ancora presenti e a quelli demoliti.

Sono stati quindi ricostruiti la Cattedrale, la Chiesa di Santa Teresa, i quartieri demoliti e il tracciato delle mura della città. Ogni singolo edificio e monumento di Brindisi sarà texturizzato. “È un lavoro ancora abbastanza lungo e potremo riavere la città del Settecento”, conclude Jurlaro. In apertura di conferenza è stato inoltre presentato in anteprima l’ultimo cortometraggio realizzato dalla History Digital Library per diffondere la storia della nostra città: “Il Castello svevo”. Il video documentario, l’ottavo dei dieci previsti, è arricchito dalla voce di Sara Bevilacqua ed è stato realizzato dal professor Marella e dal presidente della sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia, professor Giacomo Carito. 

Ad introdurre la conferenza è stato lo storico Antonio Mario Caputo, segretario della sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia, che ha ricordato il percorso che l’umanità ha compiuto, dalla preistoria alla prima civiltà, per giungere alla carta e poi alla carta scritta, ossia dai graffiti fino al libro manoscritto. “Il libro manoscritto ci porta a conoscere gli amanuensi”, afferma il professore, che prosegue ricordando che nel castello alfonsino di Brindisi, costruito sui relitti di un’antica Abbazia benedettina, vi erano monaci amanuensi. “Le biblioteche di tutt’Europa sono fornite di libri manoscritti che sono stati scritti presso il castello alfonsino di Brindisi dai monaci amanuensi”, prosegue lo storico. “Il monaco che leggeva era al centro, gli altri monaci lo contornavano e scrivevano. Il monaco che dettava, dettava cantando, in modo che i monaci non avessero potuto addormentarsi”. Caputo ha concluso il suo intervento parlando dei primi fascicoli e dei primi libri, i Codici, della prima stampa a caratteri mobili inventata dal tedesco Gutenberg, degli incunaboli, per terminare con le cinquecentine dell’editore veneziano Aldo Manunzio, il primo ad aver capito l’importanza della stampa. Nella biblioteca “De Leo”, di Brindisi, come ha ricordato infine il professore, ci sono tante cinquecentine che dimostrano come tra Brindisi e Venezia non c’erano solo rapporti commerciali che riguardavano il vino, ma anche rapporti culturali.

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Con l’intervento del professor Alessandro Laporta si è ripercorso invece la storia della stampa in Puglia. Qui la stampa nacque più tardi per l’impossibilità di fabbricare la carta. Serviva infatti acqua corrente, di fiume, e la Puglia era per questo penalizzata. La carta era quindi d’importazione. Laporta, dopo aver analizzato una serie di testi importanti per la storia della stampa pugliese e leccese in particolare (tra questi i “Successi dell’armata Turchesca” e “Lecce sacra”) ha concluso la sua interessante relazione parlando di Brindisi, che come ha riferito il professore, entra nella storia della stampa nel 1642, con un libro stampato da Pietro Micheli a cura del vescovo Falces. 

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