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Sindacati dei medici: no all'invito del Dipartimendo di prevenzione

Le segreterie pugliesi diserteranno il tavolo convocato dalla Regione: "Non si può parlare solo di temi esclusivamente economici"

Le organizzazioni sindacali dell’area sanità e del Comparto non intendono partecipare a una discussione su una “questione esclusivamente economica”. Per questo verrà disertato il tavolo convocato per martedì 11 maggio dal Dipartimento Promozione della Salute, del Benessere Sociale e dello Sport della Regione Puglia, diretto da Vito Montanaro. La risposta all’invito della struttura regionale arriva attraverso una nota firmata dalle segreteria di Puglia di: Aaroi Emac, Anaao Assomed, Cgil Fp Medici, Cimo, Fassid, Fed Cisl medici, Fesmed, Fvm, Uil fpl Medici. Si rinnova dunque lo scontro fra i sindacati dei medici e l’organo dirigenziale del sistema sanitario regionale, dopo il grido d’allarme sulla gestione dell’emergenza pandemica lanciato lo scorso 13 aprile. 

I sindacati ricordano di “avere più volte, nei mesi addietro e sin dall’inizio della fase emergenziale connessa alla pandemia da Covid-19, pressantemente richiesto al livello gestionale regionale urgenti convocazioni che prevedessero all’ordine del giorno la discussione e il confronto in merito: a. alle drammatiche problematiche correlate alla organizzazione e alla sicurezza del personale sanitario e della Utenza b. alle possibili migliori strategie indirizzate al contrasto della diffusione del contagio e alla gestione dei pazienti, sin dalla fase domiciliare, a gestione territoriale c. alla futura programmazione degli interventi di tipo strutturale e di acquisizione di personale sanitario, al fine di adeguatamente riqualificare l’offerta e il livello assistenziale sanitario regionale, anche sulla scorta delle gravissime carenze evidenziatesi a seguito della pandemia”. 

Le organizzazioni sindacali rimarcano di “non avere mai ricevuto riscontro a tali richieste che pure provenivano dai rappresentanti dei professionisti sanitari direttamente esposti in prima linea nell’affrontare e contrastare il drammatico diffondersi della pandemia e quindi maggiormente in grado di poter evidenziare sia le carenze organizzative che le necessità più impellenti avendo come unico fine quello di suggerire e discutere sui possibili pratici rimedi”. 

Vengono inoltre fissati altri due punti: “non aver mai avanzato, sotto nessuna forma, istanza di convocazione in relazione agli argomenti proposti all’ordine del giorno”; non si ritengono “tali argomenti esclusivamente economici prioritari e, allo stato attuale, gli unici degni di essere proposti e affrontati in un ordine del giorno di una convocazione indirizzata sia alle organizzazioni sindacali di Area Sanità che del Comparto”.

Sono queste, dunque, le tematiche rispetto alle quali i sindacati chiedono un confronto prioritario “rispetto alla questione esclusivamente economica, rammentando che in tale ambito è prioritario, caso mai, un confronto in merito alla costituzione e alla gestione dei fondi contrattuali, alle quote di assegnazione alle aziende sanitarie e ospedaliere, all’applicazione del cosiddetto Dl Calabria e alla formulazione del Piano di Fabbisogno del Personale”. Infine si paventa l’ipotesi del ricorso allo strumento del referendum sindacale, nel caso in cui dovesse perdurare “nel metodo e nel merito, tale ostentato stato di indifferenza di parte pubblica alle reiterate istanze di confronto”

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