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Smantellata la "casa-scultura" dell'artista Raffaele Leone, deceduto due mesi fa

Deceduto il 30 novembre scorso. Aveva 72 anni e da una decina aveva trasformato la sua villetta a piano terra in quello che agli occhi di molti era un ammasso di ferraglie

SAN PIETRO VERNOTICO - “Stanno smantellando la casa dell’artista”. Chi questa mattina, mercoledì 20 gennaio, ha percorso via Lecce a San Pietro Vernotico non ha potuto fare a meno di notare il ragno meccanico che stava demolendo piano piano la “casa scultura” di Raffaele Leone, l’artista sampietrano trovato morto nella sua abitazione (proprio quella di via Lecce), il 30 novembre scorso

casa raffaele leone-2

Aveva 72 anni e da una decina aveva trasformato la sua villetta a piano terra in quello che agli occhi di molti era un ammasso di ferraglie. E che non passava inosservato. Materiale di risulta di ogni genere attaccato l’un l’altro, era accatastato su tetto, prospetto, cancello e ringhiera. Una discarica per molti, una forma d’arte per chi invece lo conosceva e lo frequentava. Ma anche un pericolo per la pubblica incolumità e per la sua. Su quella struttura pendeva un’ordinanza di demolizione mai eseguita finché egli era in vita.

demolizione casa scultura leone-2

La ditta che oggi si è occupata della rimozione del materiale ha dovuto differenziare i “rifiuti”. C’erano manufatti di ferro, plastica, alluminio, legno e di ogni genere di materiale ma anche bombolette spray vuote. Che come noto, possono rappresentare un pericolo, possono esplodere. E ce n’erano tante. La casa, poi, è piena di infiltrazioni che da quanto si dice stanno arrecando danno alle abitazioni confinanti. La rimozione di tutto quel materiale è il primo passo per la messa in sicurezza dell’immobile. E a quanto pare non c’erano altre soluzioni, ma anche lui lo sapeva. Sapeva che quell’opera sarebbe caduta. 

demolizione casa scultura leone1-2

“Più volte ho cercato di convincerlo a mettere in sicurezza la struttura che aveva creato, rischiava di cadere e gli avevo proposto di trovare un modo per ancorarla al tetto magari con i tiranti, ma non ha mai voluto. Rispondeva che comunque prima o poi sarebbe caduta, quella sarebbe stata la sua fine, diceva” Spiega il suo amico fraterno Oronzo Roberto Conte che nella mattinata di oggi ha assistito all’opera di rimozione con l’amaro in bocca e la Reflex in mano con cui ha documentato tutti i momenti della fine di un personaggio che in paese ha fatto discutere molto. Solo le fotografie manterranno viva la memoria di questo artista “pazzo” certamente incompreso finché è stato in vita e agli occhi di chi non lo conosceva e lo associava solo alla casa piena di ferraglie. 

VIDEO DELLA RIMOZIONE

“Amava profondamente l’Arte ed era anche molto bravo, lo testimoniano i suoi quadri affissi nelle case di molti sampietrani e non solo. Sono certo che se sua moglie (che pare viva a New York ma con cui non aveva più rapporti, ndr) avesse saputo di questa casa-scultura avrebbe fatto di tutto per salvarla”. Ma a quanto pare la moglie non figura tra gli eredi. 

oronzo conte casa raffaele leone-2

Raffaele Leone da giovane lasciò genitori e sorella per inseguire il suo sogno di diventare regista, si trasferì in Svizzera. Successivamente per amore partì per New York dove iniziò a fare il pittore, le sue opere molto apprezzate furono esposte a Parigi, Grenoble e Milano in una mostra presentata da Gianni Brera. Nel 1984 tornò a San Pietro Vernotico per assistere i suoi genitori. Qui iniziò una nuova vita, gli amici di un tempo, gli appassionati di arte come lui, lo hanno sempre sostenuto e aiutato. Viveva con una piccola pensione in una villetta in una delle vie più importanti del paese, che pian piano aveva perso le forniture di acqua, luce e gas. Continuava a creare, a dipingere e a circondarsi di arte e cultura. Circa dieci anni fa decise di dare forma e vita diversa ai materiali di risulta.

oronzo conte raffaele leone-2

Prendeva tutto quello che la gente buttava e lo attaccava al prospetto di casa, poi sul tetto e via dicendo. Lo ridipingeva con le bombolette spray e le stesse le smaltiva attaccandole alla facciata della casa. Possedeva una seconda villetta (foto in basso) a pochi metri di distanza, anche quella stava facendo la stessa fine. Non è stata completata perché la sua vita si è fermata in una fredda mattina d’autunno e a quanto pare non rappresenta un pericolo per la pubblica incolumità. 

seconda casa raffaele leone-2

Della casa scultura che nel tempo ha attirato sia dissensi che consensi e che molti turisti (come ricorda Conte) hanno immortalato, invece, non resta più nulla.  E forse adesso, che la sua casa non è più "un ammasso di ferraglie", Raffaele Leone è morto veramente. Ma non per tutti: gli amici più intimi hanno creato il gruppo Facebook “Raffaele Leone (1948-2020). In memoria” dove pubblicano foto delle sue opere, della sua casa scultura e testimonianze sulla sua arte. 

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