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Salus disposta ad accogliere reparti del Perrino: nuovo sollecito all'Asl

Preoccupazione per il destino di 104 lavoratori in cassa integrazione da un mese, dopo la sospensione dei ricoveri

BRINDISI – E’ sempre più incerto il futuro dei 104 membri del personale della clinica Salus di Brindisi, in cassa integrazione da un mese, a seguito della sospensione dei ricoveri e delle attività ambulatoriali scaturita dall'emergenza coronavirus. A tal proposito, nella giornata di ieri (lunedì 30 marzo), la direzione della clinica privata ha sollecitato la dirigenza dell’Asl Brindisi a dare una risposta riguardo alla disponibilità manifestata dalla Salus ad ospitare una serie di reparti per i pazienti no Covid dell’ospedale Perrino di Brindisi, con il relativo personale.

Si tratta di una idea già maturata nei primi giorni dell’emergenza, con la finalità di fare del Perrino un ospedale esclusivamente Covid, scongiurando quindi il rischio di contagio incombente sui pazienti ricoverati per altri motivi. Ma nonostante vari solleciti, l’azienda sanitaria, al momento, non ha fornito risposte. Eppure si tratta di una soluzione caldeggiata, da quanto appreso, da alcuni medici, poiché agevolerebbe la gestione dei numerosi casi sospetti di Covid che quotidianamente arrivano al Perrino, oltre aprire prospettive più rosee per i lavoratori in cassa integrazione. 

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