Lunedì, 15 Luglio 2024
Attualità

"Stop al lavoro ad alte temperature: se necessario ricorrere all’ammortizzatore sociale"

Riceviamo e pubblichiamo una nota del segretario generale le Fillea Cgil Brindisi Giuseppe Maggiore

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo una nota del segretario generale le Fillea Cgil Brindisi Giuseppe Maggiore sulle condizioni di lavoro ad alte temperature

Con l'avvento della stagione estiva sono sempre più frequenti le ondate di calore a causa delle temperature eccessive che, anche quest'anno, non si sono fatte aspettare. Le alte temperature sono una minaccia per la salute dei lavoratori, soprattutto in quelle fasi lavorative che, in generale, avvengono in luoghi non proteggibili dal sole come per esempio i cantieri edili.

Chi opera sulle strade per garantire la manutenzione delle infrastrutture, della rete di servizi, a contatto con il catrame a 40°C, chi nei cantieri edili e sulle impalcature a ristrutturare edifici pubblici e privati. Sono loro gli operai maggiormente esposti al rischio di colpo da calore. E vanno necessariamente tutelati.

Lavorare in un cantiere edile, si sa, non è affatto una passeggiata, per le dinamiche da lavoro che lo caratterizzano: lavori pesanti, ad alta quota, con ritmi estenuanti e senza misure di prevenzione e protezione. Farlo però ad alte temperature diventa spesso proibitivo poiché tale fenomeno contribuisce non poco ad un aumento della stanchezza fisica, un calo di concentrazione, vertigini e stress fisico. Non a caso il settore edile rimane tra quelli maggiormente esposti a rischi di infortunio.

Ricordiamo alle aziende di settore che, in queste particolari condizioni climatiche, il datore di lavoro ha l'obbligo di informare i lavoratori sui disagi che provoca l'eccessivo calore, di predisporre aree di riposo ombreggiate, di mettere a disposizione acqua fresca, organizzare, laddove possibile, adeguati orari e turni di riposo.

Se si superano i 35°C all'esterno, le aziende possono accedere alla Cassa integrazione ordinaria per temperature elevate percepite, superiori a 35°C, come da bollettino meteo, come stabilito dall'Inps con apposita circolare n.139 del 2017. Chiediamo pertanto alle Istituzioni locali che governano il territorio brindisino a predisporre maggiori controlli affinchè le stazioni appaltanti, le imprese appaltatrici e sub appaltatrici di lavori edili pubblici e privati tutelino le proprie maestranze dal lavoro ad alte temperature e dagli eventuali rischi che ne potrebbero derivare. E laddove si ritenga necessario ricorrere all’ammortizzatore sociale per tale causale. 

Anche se ciò può significare ritardare di qualche giorno i tempi di ultimazione e consegna dei lavori delle opere in corso perché, lo ribadiamo spesso,  salvare anche una sola vita umana vale molto di più di ogni qualsivoglia regola fissata dalla logica del profitto.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Stop al lavoro ad alte temperature: se necessario ricorrere all’ammortizzatore sociale"
BrindisiReport è in caricamento