Venerdì, 12 Luglio 2024
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La storia di Annika, dalla Lettonia per dipingere la donna e il Sud Italia

L'artista originaria di Riga vive oggi a Oria con il suo compagno e i due figli. Giunta a Lecce per un Erasmus, si è innamorata della Puglia. Non solo pittura: realizza abiti per rievocazioni storiche

ORIA - Il quadro ritrae, con colori carichi e accesi, alcune pale di fico d'india. Lei lo prende e lo appende al muro dell'ex teleria, in via Roma, a Oria. Manca poco all'inaugurazione della personale. I due bimbi, biondi e vispi, le gironzolano intorno. Più tardi arriverà anche il suo Alessio a darle una mano. Intanto, c'è da sudare un po', complice il caldo di un agosto che si sta affacciando. "Io la prima volta che sono arrivata a Lecce ho pensato subito al giallo. Non solo, banalmente, quello del sole, ma anche quello della pietra leccese irradiata dai raggi. Io vengo dal mare, sì, ma da quello Baltico, dal freddo, dal cielo nuvoloso. Qui ho scoperto il giallo". Sgrana gli occhi blu e sorride. Forse è questa la peculiarità di Annika Dzerve, artista nata a Riga - la capitale della Lettonia - 36 anni fa. Lo stacco da uno dei Paesi baltici al Salento è notevole. E lei è un po' così: calma, spesso compassata. Ma quando ha davanti una tela, Annika riesce ad esprimere la passionalità, di getto, nel vero senso della parola. I suoi soggetti preferiti sono le donne. E il Sud. Non a caso, "Sud" è il titolo della sua mostra personale, che verrà inaugurata mercoledì 2 agosto 2023, presso l'ex teleria in via Roma, a Oria.

Fichi d'india visti da Annika Dzerve

Da Riga a Lecce, la "scoperta del giallo"

Ora vive a Oria, Annika, insieme al suo compagno, l'architetto Alessio Carbone, e ai loro figli, Lorenzo (5 anni) e Nicolò (3 anni). E' figlia di una educatrice e di un pescatore, con la passione per la pittura. Aveva anche un nonno musicista. "Quando avevo quattro anni ho cominciato a dipingere... i muri di casa. Erano schizzi di moda o altri soggetti quotidiani. Ovviamente, i miei non erano entusiasti: dovevo nascondere quelle prime opere dietro a mobili e divani", spiega Annika. Ha frequentato una scuola di arte e design, continuando a coltivare questa passione. Sempre a Riga, si è iscritta all'accademia di belle arti locale. Da lì, ha la possibilità di spostarsi lontano, molto lontano. A Lecce. Sono mesi intensi, in cui Annika, come detto, "scopre il giallo". Ma torna a Riga, con quel colore nel cuore. La vita, a volte, sembra darti dei segnali: e così, poco tempo dopo, ha la possibilità di perfezionare un master in arte... sempre a Lecce, naturalmente. Annika rievoca quei periodi con un sorriso stampato sulle labbra: "Ho avuto la fortuna di incontrare il professor Franco Contini e il professor Cosimo Marullo. Ma non solo loro, ho incontrato i vecchietti leccesi che giravano in bici e cantavano. Ho assaggiato le mozzarelle, così saporite qui. Ho scoperto che il pomodoro in Salento ha un altro sapore. E, soprattutto, ho conosciuto dei ragazzi di Oria, i Milites Friderici".

Opera di Annika Dzerve

Con i Milites Friderici: incontri che cambiano la vita

E non è stato un incontro di poco conto, tutt'altro. Si tratta di una compagnia d'arme, nata a Oria nel 2004. Si occupa, tra l'altro, di rievocazioni storiche, spettacoli e attività didattiche, incentrate su un periodo storico che va dall'XI al XIII secolo. Questa conoscenza porterà a conseguenze importanti nella vita di Annika, dal punto di vista artistico e professionale. Una sera era in compagnia di questi ragazzi, durante una cena. Iniziano a parlare di arte e Rinascimento. Nella discussione interviene un ragazzo, parla con sicurezza e in modo fluente. Si chiama Alessio e fa l'architetto. E' il 2017. Quello che accade nel tempo tra Annika e Alessio, si può spiegare parlando di Lorenzo e Nicolò, i loro figli. Aggiune Annika: "Io amo l'arte. E amo la mia famiglia. Coniugare i due mondi non sempre è facile, specie quando i bimbi sono piccoli. Così ho cominciato a dipingere con il caffè. Facevo ritratti, di donna. La donna ha tante sfaccettature: è mamma, amica, compagna, artista, eccetera. Alessio intanto mi incoraggiava e mi spronava. Poi sono passata a dipingere anche col vino". Lo stile di Annika non è codificato, adesso predilige una tecnica mista, l'acrilico, le tele grezze.

Abiti per una ricostruzione storica, realizzati dal team di Homa

Non solo pittrice, ma anche artigiana

L'incontro porta i suoi frutti anche dal punto di vista professionale. Insieme a Massimo Di Noia e a Cosimo Chiedi dà vita a Homa. I tre sono artigiani e vincono anche un bando Pin della Regione Puglia. Confezionano abiti e altro per rievocazioni storiche. Non si limitano a Oria e alla Puglia, ma hanno anche commesse oltre-oceano, negli Stati Uniti, per esempio. Dietro ogni loro singola opera c'è un lavoro di ricostruzione storica imponente. Massimo è "l'esperto del cuoio". Cosimo si è specializzato nel legno, specie in quello dell'ulivo, negli ultimi anni afflitto dalla piaga della Xylella. E Annika cura perlopiù i tessuti. L'artista lettone, ma oritana d'adozione, spiega: "Adesso vivo a Oria, un paese intriso di storia. Non mi riferisco solo al castello, ma a tutto il centro storico, per esempio. Ma qui vedo pochi artigiani, purtroppo. Per questo motivo io, Massimo e Cosimo ci siamo buttati con entusiasmo in questa nuova avventura. Io sono così, quando si tratta di arte, divento impulsiva. Anche per quanto riguarda le tele, io praticamente 'butto' i colori". Annika concede un ultimo sorriso, uno sguardo ai Lorenzo e Nicolò che si rincorrono nell'ex teleria e poi ridiventa seria, mentre sistema le sue opere. Forse è questo il suo segreto: lei, calma e tranquilla, attraverso l'arte esprime il suo lato impulsivo, scoperto anche grazie alla vivacità del Sud Italia.

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