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Strage di Crotone, Serinelli: "A Torchiarolo una piazza dedicata al Profugo ignoto"

"Mi permetto di suggerire l’attuale Piazza Municipio, già sede dell’edificio della scuola media" afferma Serinelli, nell'atto di proporre l'intitolazione di uno spazio alle vittime delle tragedie del mare

TORCHIAROLO - Sono sempre vive, nei nostri occhi, le drammatiche immagini dei resti della imbarcazione che al largo delle coste calabresi ha portato a riva decine e decine di  profughi, quasi tutti morti giovanissimi, tante donne e non pochi bambini. L’ennesima strage che incrementa ancor di più l’enorme cimitero apertosi negli  abissi del Mediterraneo, rischia di rimanere una delle tante tappe di un calvario di disumanità che sembra non finire mai.  

Ad esprimersi in mataria, recentemente, Nicola Serinelli per conto del movimento "rinnoviAmo Torchiarolo". L'ex sindaco del Comune salentino, infatti, ha manifestato una proposta riguardante l'intitolazione di una piazza del paese al "profugo ignoto". 

"Onde evitare che eventi drammatici, come quello consumatosi in questi giorni, rimangano semplici dolorose tappe da annoverare negli schedari della disumanità della storia recente e negli archivi delle infamie umane, credo sia indispensabile determinare - all’interno delle nostre realtà locali - segni e condizioni ideali perché dalla polvere e dalla morte di tantissimi profughi si levi forte il desiderio di riscatto per tenere vivo il ricordo di quanti hanno sinora perso la vita sull’altare della libertà  e della giustizia - scrive Serinelli in un comunicato - ma anche per scuotere le coscienze delle autorità sovranazionali,  nazionali, regionali, provinciali e locali perché si ricerchi ogni utile via di uscita per una definitiva soluzione della delicata questione, per porre finalmente la parola fine  al perpetrarsi di drammi che continuano a consumarsi in pieno terzo millennio". 

"Al fine di rendere credibili e visibili le considerazioni sopra riportate, propongo (in tal senso avanzo informale invito) che il Consiglio  omunale, nel rispetto delle sue peculiarità e delle funzioni di indirizzo che gli derivano da leggi e regolamenti,  valuti la possibilità di intitolare alla figura del profugo ignoto una piazza del nostro paese - prosegue - Mi permetto di suggerire l’attuale Piazza Municipio, già sede dell’edificio della scuola media, per le ragioni richiamate nella proposta formulata  allorquando il prefetto sollecitò di intitolare una piazza al milite ignoto". 

"Sono sempre stato convinto che le città non si costruiscono solo con le opere , per le quali ben hanno competenze e doveri soprattutto gli uffici, ma si costruiscono soprattutto con servizi umanizzati ed umanizzanti e si  edificano attraverso la crescita e la promozione quotidiana dei valori umani da  rendere visibili attraverso stili di vita improntati sul rispetto e sulla catena della  solidarietà e della condivisione; valori imprescindibili verso i quali soprattutto noi amministratori locali abbiamo il sacrosanto dovere di renderli credibili, affidabili e poi appetibili”.  
 

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