Piccoli attori sul palcoscenico per ricordare gli eroi semplici

Il progetto dell'istituto comprensivo di San Vito dei Normanni dedicato ad Angelo Vassallo e Renata Fonte. Lo racconta l'insegnante Maila Cavaliere

Maila Cavaliere con i fratelli del sindaco pescatore Angelo Vassallo. Sotto, l'attore Ettore Bassi

SAN VITO DEI NORMANNI – Si è concluso il 28 giugno nell’area scoperta interna dell’edificio scolastico di Villa Europa, a San Vito dei Normanni, un progetto che ha coinvolto l’istituto comprensivo interessato, ideato e attuato per fare scoprire ai giovanissimi studenti la vita e il sacrificio personale di amministratori pubblici come Angelo Vassallo, il famoso sindaco pescatore di Pollica nel Cilento, ucciso dalla criminalità organizzata il 5 settembre del 2010 per le sue battaglie contro gli appalti truccati e le speculazioni sul territorio, oltre che contro il traffico di droga, e di Renata Fonte, assessore comunale di Nardò che denunciava il saccheggio urbanistico dell’area di Porto Selvaggio, e uccisa a colpi di pistola la sera del 31 marzo 1984.

Il progetto si chiama “Teatro progetto di vita”, una drammatizzazione che ha visto in scena gli allievi guidati dalle loro insegnanti. Maila Cavaliere, che ha promosso l’iniziativa, ha scritto una riflessione su questa esperienza, in cui spiega come sia stata ispirata dalla conoscenza con l’ex sindaco, e sua volta docente ed educatore, Lorenzo Caiolo, e come lui le fece conoscere i fratelli di Vassallo. Il 2 agosto prossimo, a San Vito dei Normanni, l’attore Ettore Bassi, notissimo al pubblico delle fiction tv ma anche a coloro che seguono il teatro, interpreterà nuovamente Angelo Vassallo nel monologo, andato in scena per la prima volta nel 2015, dedicato al sindaco pescatore di Pollica. Ecco l’intervento di Maila Cavaliere.

"È stato Lorenzo Caiolo a farmi conoscere la storia di Angelo Vassallo. Lui, amministratore e sindaco illuminato, contrastato, minacciato, spesso lasciato solo, lui, sempre dalla parte degli ultimi, guidato dall'esempio di Don Tonino Bello e Don Milani, innamorato della propria terra e degli ulivi - non si staccava di fotografarli -  doveva sentire molto vicina la vicenda umana e politica del Sindaco pescatore.

Con il suo solito modo di fare, capace di unire, coinvolgere, costruire reti di relazioni, nel dicembre del 2015 riesce a portare a San Vito Dario e Massimo Vassallo, fratelli di Angelo. Si presenta il libro di Dario Vassallo e Nello Governato, si parla di buone pratiche, di cura del territorio. Le cose sono poi andate come sappiamo e credo di essere stata proprio io, sconvolta e incredula, a dare a Dario la sconcertante notizia della sua morte. 

Ma certe catene non si possono spezzare e alcuni compiti di responsabilità che si ereditano per amicizia e per senso civile devono essere portati avanti. Magari non sai bene attraverso quale cammino ma conosci distintamente la meta e non la perdi di vista neanche tra tante difficoltà. Nasce così l'idea, condivisa con la mia collega Angela Cavaliere, di sviluppare un modulo teatrale dal titolo “Teatro maestro di vita” che portasse i ragazzi alla scoperta di eroi quotidiani come Angelo Vassallo e Renata Fonte, uccisi perché scomodi e tenaci difensori del territorio, della natura e della legge.

Un percorso formativo di tal sorta non poteva compiersi solo sulla carta ma doveva diventare, per i 30 ragazzi coinvolti, una storia importante, vissuta empaticamente prima ancora che nei ruoli da interpretare. Per ottenere questo risultato abbiamo raccontato loro, attraverso video e canzoni, interviste e testimonianze la vita di Angelo e Renata. Un pomeriggio, al telefono, i ragazzi hanno dialogato con Dario Vassallo, fratello del sindaco di Pollica, gli hanno posto domande ed esposto dubbi.

L'attore Ettore Bassi-2

Dario, poi, in qualità di Presidente della Fondazione Vassallo, ci ha donato una busta di semi di giglio marino, il Pancratium maritimum. Insieme ai ragazzi e a Lega Navale, sezione di San Vito dei Normanni, li abbiamo piantati sul litorale di Specchiolla come metafora di legalità e difesa del territorio. Abbiamo inoltre trascorso una giornata a Nardò e a Porto Selvaggio. È stato sufficiente immergersi nella bellezza incontaminata di quei luoghi per comprendere il sacrificio di Renata Fonte e di Angelo Vassallo, affini per numerosi aspetti.

Ne è nato uno spettacolo struggente e significativo, uno sguardo inatteso sulla bellezza della natura, purtroppo spesso data per scontata. Né è nata un'esigenza urgente di proteggere il territorio da inquinamento e plastica con piccoli gesti quotidiani che costano poco e possono fare tutti. Ne è nata un'amicizia e una vicinanza con Dario e con tutta la famiglia Vassallo, consapevoli del fatto che la verità si cerca tutti insieme.

Ne è derivata un'attenzione speciale da parte dell'Amministrazione comunale, che ci ha chiesto una replica dell'evento per la cittadinanza in data 28 giugno. E sono stati proprio in tanti a commuoversi con la sua storia, a mettersi in piedi come tributo a quest'uomo giusto, che faceva cose semplici ma necessarie.

"Se non lo faccio io chi lo farà " è la domanda di un uomo onesto, conscio del fatto che la politica è una cosa seria, fuori dall'interesse personale, che nella vita bisogna rimboccarsi le maniche e "quando serve, mettere le mani nella merda". L'amicizia è un dono della vita e l'amministrazione, in segno di amicizia verso la famiglia Vassallo, a costo di un considerevole sforzo economico, ha raccolto la proposta di proseguire questo percorso di legalità proponendo per il 2 agosto lo spettacolo con Ettore Bassi, il sindaco pescatore. Un altro piccolo passo verso la verità, come dice sempre Dario Vassallo.

Angelo non è morto invano ogni volta che qualcuno racconta la sua storia e diffonde buone pratiche. E nessuno può esimersi da questo compito. Lo dobbiamo a lui e ai tanti amministratori, giornalisti, uomini di Stato che hanno perso la vita per la buona causa in cui hanno creduto. Lo dobbiamo al nostro territorio e ai nostri figli che lo erediteranno. E lo dobbiamo a Lorenzo che, anche da lontano, prova a stringere le maglie di questa rete". (Maila Cavaliere)

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