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Tecnostress da superlavoro informatico: attivato sportello ascolto per studenti e famiglie

L’Istituto scolastico “Ferraris De Marco Valzani” - Polo Messapia ha attivato, in modalità telematica, un servizio di supporto psico-pedagogico specialistico

BRINDISI - L’Istituto scolastico “Ferraris De Marco Valzani” - Polo Messapia ha accolto il grido d’allarme che scandisce l’assordante immobilismo dell’era Covid-19 e ha attivato, in modalità telematica, un servizio di supporto psico-pedagogico specialistico offerto a studenti, famiglie e agli stessi docenti, spesso sottoposti a tecnostress da superlavoro informatico: un esperto psicologo-pricoterapeuta, già impegnato a scuola durante le attività in presenza, su richiesta di docenti e alunni, potrà intervenire, in modalità telematica, in incontri di gruppo per classe, ma anche incontrare gli studenti in sedute individuali attraverso lo “Sportello di ascolto”, che si è rivelato utilissimo a sostenere tanti giovani alle prese con esperienze troppo dolorose per essere affrontate e superate  dall’inesperienza e dalla fragilità della loro giovane età e dall’emergenza educativa imperante.

Dopo 8 settimane di “quarantena forzata” in cui tutti gli studenti hanno dovuto cercare una nuova dimensione alla propria quotidianità, rinunciando alle relazioni fisiche che accompagnano tanto tempo del loro “fare scuola”, nutrito di socialità, confronti, sorrisi, abbracci, ecco che l’incertezza del domani e il vuoto esistenziale ha generato turbamento, disorientamento, paura e una profonda solitudine.

“Se già la vita di tanti giovani è difficile nella normalità, - dichiara il dirigente scolastico Rita Ortenzia De Vito - ora la pressione psicologica e lo stress emotivo è diventato insostenibile per tanti ragazzi, con il rischio di ritrovarci a settembre con l’arduo compito di “raccogliere i cocci” e lavorare al lento recupero di quella “normalità” tutta da reinventare”.

La Scuola dunque, che non è trasmissione asfittica di conoscenze, ma luogo preposto alla formazione umana e sociale dell’individuo prima e del cittadino poi, non può restare sorda a tanta richiesta di aiuto che proviene dagli stessi ragazzi e dalle loro famiglie, impotenti di fronte ad un “male oscuro” che spegne i sogni e le speranze del nostro futuro. Una riflessione, questa, che non può lasciare indifferente non solo il mondo della Scuola, ma la collettività tutta.

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