Si dimettono sette consiglieri, cade la giunta Caretto

Decisive le firme di quattro consiglieri di opposizione, uno di maggioranza, del presidente del consiglio e della vice sindaca

TORCHIAROLO - Sette consiglieri pongono fine all'avventura amministrativa del sindaco Flavio Caretto, eletto il 10 giugno 2018 con quasi il 48% dei votanti. Quattro consiglieri di opposizione Luca Romano, Antonio Antonucci, Antonio Caretto e Ruggero Blasi, affiancati dal presidente del consiglio Antonio Miglietta, dal consigliere di maggioranza Sergio Contaldo e dalla vice sindaca Michela Tommasi si sono, infatti, recati dal notaio, ieri pomeriggio (martedì 7 luglio) per presentare le proprie dimissioni, facendo venire meno il numero legale.

Flavio Caretto-2

Un'atto finale che avrebbe una ragione lontana e mai ufficializzata: il passaggio, della vice Tommasi nel gruppo che aveva visto qualche mese fa la fuoriuscita di Miglietta e Contaldo dalle file della maggioranza per dichiararsi indipendenti. Una scelta dettata, come più volte dichiarato dai due “dissidenti”, dall'immobilismo dell'azione amministrativa dal quale avevano preso le distanze. Tra le criticità sollevate non è nuova la situazione di pre dissesto e i lavori delle marine mai completati. Raggiunto telefonicamente, il sindaco Caretto non vuole, al momento, rilasciare dichiarazioni in merito alla vicenda, sottolinenando di essere a lavoro al Comune fino a quando non arriverà dalla prefettura il decreto di scioglimento definitivo. I cittadini di Torchiarolo quindi, torneranno a votare per il rinnovo del consiglio comunale il prossimo 20 e 21 settembre.

I commenti dei dimissionari

“Quando cade un’Amministrazione è sempre una sconfitta per tutti - afferma Ruggero Blasi di 'Torchiarolo in Movimento'. Sono stati due anni difficili: insieme ai colleghi di minoranza abbiamo cercato di offrire la nostra collaborazione sin dal primo giorno, ma non abbiamo ricevuto quel riscontro che ci aspettavamo. Siamo stati attenti controllori dell’agire politico della maggioranza, abbiamo cercato di mettere in evidenza possibili errori, mettendo sul tavolo anche soluzioni ai problemi che si intendevano affrontare. Non siamo stati ascoltati come speravamo. D’altronde, se abbiamo fatto quadrato con il presidente del consiglio Miglietta, la vicesindaco Tommasi e con il consigliere Contaldo, vuol dire che anche loro hanno registrato uno scarso coinvolgimento nei processi decisionali ed un immobilismo malcelato solo dai proclami delle ultimissime ore. Spero che possa intervenire presto una guida commissariale, che possa fare chiarezza sulle casse sulla situazione generale dell’ente. Serve partire da zero, per poter puntare alla rinascita del nostro paese”.

“Abbiamo svolto il nostro ruolo sempre con la massima attenzione, ricevendo spesso un ostruzionismo sterile - dichiarano Luca Romano e Antonio Caretto (indipendenti). Il risultato finale è stato quello di un Comune in una situazione economica ancora più disastrosa, nessuna opera di rilievo realizzata, gestione pessima della macchina amministrativa, praticamente un paese isolato con i cittadini che reclamano a gran voce un cambio di rotta. Vogliamo ringraziare i colleghi consiglieri di opposizione, che insieme a noi hanno condiviso questo breve percorso amministrativo, lavorando con impegno e correttezza”.

“Oggi, a distanza di circa due anni di malgoverno, si registra lo scioglimento del consiglio comunale del nostro paese - spiega Antonio Antonucci di 'Noi per Torchiarolo' - un atto che era nell’aria sin dall’insediamento di questo gruppo di maggioranza, fatto da candidati provenienti da svariati gruppi politici, che via via hanno fatto poi altre scelte, anche e soprattutto dettate da scarsa condivisione, e soprattutto assenza totale di programmazione. Abbiamo da sempre criticato l'operato dell'amministrazione in questi due anni, spesso suggerendo azioni correttive nell'interesse della cittadinanza. Ne rilevavamo costantemente abusi di potere, illegittimità, inerzia ed inefficienza. La limitatezza della visione politica e l’anacronismo di questa classe dirigente, rispetto alle reali esigenze della comunità, sono state evidenti ed innegabili. Viviamo un periodo di crisi, non solo sanitaria o economica, ma anche e soprattutto di valori. Vi è una inderogabile necessità di democrazia e di partecipazione collettiva per superare questa fase e risalire la china, lasciando da parte individualismi e numeri, concentrandoci su programmi e idee in grado di rendere Torchiarolo una città migliore”.

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