La storia di Roberto Epifani, cronista "volontario" di Torre Santa Susanna

Ha svolto mille lavori, ma è un giornalista doc che scova le notizie nel suo territorio. Adesso ha deciso di abbandonare la professione

TORRE SANTA SUSANNA – E' stato per anni un “giornalista volontario”, come lui stesso ama definirsi. Ha fondato La voce a Sud e se a Torre Santa Susanna succedeva qualcosa, lui la veniva a sapere. Adesso Roberto Epifani ha lasciato il mondo della cronaca locale, ma la passione gli è rimasta appiccicata addosso, come una seconda pelle dalla quale non si può staccare. La gente continua a chiamarlo al suo numero di cellulare: “Roberto, è successo questo” oppure “Epifani, qua è accaduto quest'altro”. E dire che lui, classe '63 e torrese doc, nella vita ha fatto tanti di quei lavori, ma proprio quello per cui è portato e che adora di più è stato parco di soddisfazioni, almeno economiche. Soddisfazioni di altro tipo, ne ha avute tante: un cronista che arriva primo su una notizia può comprendere la gioia di Roberto ogni volta che chiamava una redazione: “Direttore, a Torre è capitata una cosa”.  Adesso ha deciso di mollare taccuino e macchina fotografica e, sfogliando vecchi ritagli di giornale, ripercorre la sua carriera di “Ansa torrese”, partendo dal Quotidiano di Puglia fino alla sua ultima, La voce a Sud, giornale nato da un'idea dell'avvocato Raffaele Missere.

Il Quotidiano e Senzacolonne

Nell'estate del 1988 a Torre Santa Susanna ci fu una rapina presso un istituto di credito. Anzi, una tentata rapina, perché una guardia giurata riuscì a sventarla. Nessun quotidiano dell'epoca diede la notizia, ma Roberto Epifani era venuto a sapere dell'episodio. Così telefonò alla sede del Quotidiano di Puglia per raccontare l'episodio. Dall'altro capo del filo c'era Marcello Orlandini – fondatore ed ex direttore di BrindisiReport – e da quel momento iniziò una lunga e fruttuosa collaborazione. Gli anni Novanta erano anni caldi e turbolenti a Torre Santa Susanna e Roberto arrivava sempre primo sulla notizia. Iniziò a collaborare non solo con Orlandini, ma anche con Gianmarco Di Napoli e Francesco Di Bella. Con quest'ultimo nacque un'intesa particolare. E nacquero, soprattutto, le “Ansa torresi”, i lanci che Roberto faceva su quello che accadeva nel suo paese. Dopo il Quotidiano arrivò la parentesi al Giornale di Torre. Poi all'inizio degli anni 2000 cominciò a collaborare col quotidiano Senzacolonne, fondato e diretto da Gianmarco Di Napoli. Epifani, come detto, era sempre stato un giornalista volontario, non retribuito, che scovava le notizie per amore dell'arte. Ma a Senzacolonne la musica iniziò a cambiare e nel 2005 ottenne il tesserino di giornalista pubblicista.

Roberto Epifani 2-2-2

La voce a Sud

Nel frattempo Roberto svolgeva mille lavori saltuari per sbarcare il lunario. E' stato anche volontario – termine che descrive la sua vita – per la protezione civile della sua Torre Santa Susanna. Quando Senzacolonne chiuse i battenti, Roberto non rimase con le mani in mano, la notizia chiamava e lui non poteva mollare il telefono e la penna. Divenne direttore del neonato giornale La voce a Sud, periodico voluto fortemente dall'avvocato torrese Raffaele Missere. Dalla poltrona di direttore responsabile Roberto continuava a informare su quello che succedeva a Torre Santa Susanna. Tutto questo fino al 2013. Per due anni l'ordine dei giornalisti della Puglia mise sotto revisione la posizione di giornalista pubblicista di Roberto. Il motivo? Problemi contabili, beghe burocratiche. Nel 2015 per questi problemi gli venne ritirato il tesserino, fu un'amara delusione. A Roberto pareva che tutto il suo lavoro, seppur quasi sempre volontario, non gli venisse riconosciuto, quasi che migliaia di notizie e altrettanti articoli in quasi 30 anni di carriera fossero passati invano.

Roberto Epifani, tesserino da pubblicista-4

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L'addio

Non più direttore responsabile, Epifani continua a collaborare con La voce a Sud. E continua con le sue “Ansa torresi”. Però, superata la boa dei 30 anni di carriera, decide di lasciare il mondo del giornalista. Siamo al tempo presente: è una decisione dura, difficile, maturata in questa estate. Facendo un bilancio della sua carriera, Roberto si rende conte che accanto alle tante soddisfazioni professionali, ci sono anche le delusioni. Non ultima la revisione contabile a opera dell'ordine dei giornalisti. Il suo tesserino da pubblicista lui lo conserva come un cimelio, segno che il cronista adora farlo. Ma Torre Santa Susanna continua a essere una realtà non semplice e il Brindisino – sebbene non ci siano paragoni con gli anni '90 – seguita a essere una terra martoriata. E così per qualche mese Roberto si è guardato allo specchio e si è chiesto: “Ne vale la pena”? Anche perché non si sente tutelato. Ha iniziato a vacillare e ha preso questa decisione: addio alle Ansa torresi. L'ultima soddisfazione non riguarda il giornalismo, ma la stesura di un capitolo per un libro scritto da un ex commilitone bolognese, sulla caserma “La Perotti”. Ma con la scrittura ha deciso di chiudere.  Roberto Epifani dall'estate 2020 non si definisce più un cronista. Ma si può pur stare certi che se a Torre Santa Susanna succede qualcosa, Roberto Epifani la viene comunque a sapere.

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