Migranti: trasferimenti da Restinco per fare posto a nuovi arrivi

Si tratterebbe di gruppi provenienti da sbarchi recenti in Sicilia e Calabria, dove si è creata un'emergenza Covid

BRINDISI – Si parla del reperimento di una seconda nave da trasformare in centro Covid; nelle ultime ore circola anche l’ipotesi di utilizzo dell’ospedale militare del Celio, o del centro sportivo della città militare della Cecchignola a Roma. Ma in questo scenario dell’emergenza innescata dall’arrivo di migranti risultati positivi al coronavirus, in Sicilia prima e poi in Calabria (con proteste dei due governatori del centrodestra), può finirci anche il Cara-Cpr di Brindisi, dove è già iniziato il trasferimento in altre sedi degli ospiti del Cara.

Non è chiaro, e non emerge dalle notizie disponibili, se i contingenti di migranti in arrivo siano già stati sottoposti al test Covid-19. Analizzando le informazioni delle ultime ore sulla ricerca di soluzioni per collocare i 28 migranti pakistani positivi scoperti tra i 70 sbarcati a Roccella Jonica, non dovrebbero essere loro i nuovi ospiti del Cara di Restinco, ma gli altri compagni di viaggio, e comunque aliquote provenienti dai recenti salvataggi condotti anche dalla nostra Marina Militare oltre che dalle navi delle Ong.

Tuttavia non ci sono comunicazioni ufficiali in merito, ma l’attività di trasferimento altrove dei migranti già ospitati al Cara di Brindisi sottolinea che si sta predisponendo la struttura per fare, come tante altre volte, da centro di smistamento per il fronte degli sbarchi. In tal caso sarà necessario dotare di dispositivi di protezione individuali adeguati (tute, mascherine, guanti) sia il personale di polizia che quello militare preposto alla vigilanza, ma anche gli operatori della cooperativa sociale che si occupa dell’accoglienza e dell’assistenza per conto della Prefettura di Brindisi.

Soccorso a barconone di migranti in Calabria-2

La situazione in Calabria e Sicilia

Secondo quanto riporta l’agenzia Ansa, la struttura di Amantea nella quale si trovano ancora 24 migranti, 13 dei quali positivi al coronavirus, sbarcati in Calabria nella serata di sabato scorso e trasferiti da Roccella Ionica (Reggio Calabria), sarà sorvegliata 24 ore su 24 dai militari dell'operazione “Strade sicure” di stanza a Cosenza, ma gli stessi non saranno trasferiti.

Questo quanto deciso ieri domenica 12 luglio in una riunione di coordinamento alla Prefettura di Cosenza estesa alla partecipazione delle forze armate e del Dipartimento di prevenzione della Asl di Cosenza. Intanto, nella serata di ieri i cittadini che bloccavano la statale 18 per protestare contro il trasferimento dei migranti positivi, hanno deciso di sospendere l'occupazione della strada ma stamani torneranno a manifestare davanti il Comune di Amantea.

Verrà intanto avviata oggi 13 luglio dal Ministero dell'Interno, insieme a quello delle Infrastrutture e dei Trasporti una procedura d'urgenza per individuare in tempi rapidi una seconda nave da destinare come struttura per lo svolgimento del periodo di quarantena dei migranti sbarcati in Italia. Si apprende anche che sono stati rafforzati i presidi di sorveglianza delle strutture attualmente utilizzate per l'isolamento dei migranti.

Venerdì sono sbarcati a Roccella Jonica 70 pakistani, di cui 28 positivi al Covid-19. Anche in Sicilia, inoltre, si contano 17 migranti positivi al coronavirus, isolati dentro la nave quarantena ormeggiata a Porto Empedocle, in Sicilia, la Moby Zazà.

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