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Trasformare i consorzi Asi in aree produttive paesisticamente ed ecologicamente attrezzate

Lettera aperta a firma Forum Ambiente, Salute e Sviluppo, Isde - Medici per l'ambiente, Italia Nostra, Legambiente, No al Carbone, No Tap/snam, Wwf

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta a firma Forum Ambiente, Salute e Sviluppo, Isde - Medici per l'ambiente, Italia Nostra, Legambiente, No al Carbone, No Tap/snam e Wwf con la richiesta di trasformazione dei consorzi Asi in aree produttive paesisticamente ed ecologicamente attrezzate (Appea), indirizzata al presidente della regione Puglia Michele Emilaino, ai sindaci di Brindisi, Fasano, Francavilla Fontana e Ostuni, ai consiglieri regionali della provincia di Brindisi, Fabiano Amati, Maurizio Bruno, Luigi Caroli, Alessandro Leoci e Mauro Vizzino. 

Abbiamo appreso l’intenzione di emanare una legge regionale che disponga l’accorpamento delle Asi pugliesi ad esclusione di quella dell’area metropolitana di Bari che conserverebbe la sua autonomia. Tale decisione si presta a diversi rilievi critici di ordine sostanziale e formale. Innanzitutto, le aree di sviluppo industriale hanno caratteristiche fra loro diverse ed esigenze direzionali e gestionali altrettanto diverse in ragione delle attività produttive di valenza nazionale, internazionale o semplicemente locali presenti. In secondo luogo, verrebbe leso il principio della promozione delle autonomie locali su cui si fonda l’ampia discussione in corso sulla individuazione ed attribuzione di funzioni operative.

Il dato più importante, però, è che mentre l’Unione Europea si dota dei provvedimenti sul Green New Deal e sulla Giusta Transizione Energetica ed il governo italiano decide di istituire uno specifico ministero per la transizione ecologica a cui affidare la programmazione e la gestione delle politiche finanziabili innanzitutto nel Recovery Plan, la Regione Puglia continuerebbe a perseguire scelte in contrasto col decreto legislativo numero 112/98, articolo 26. Infatti la Regione Puglia con la legge 24/2000 e, dopo aver legiferato la disciplina ed il censimento delle aree industriali da trasformare in Apea con Legge regionale 19/2001, nell’inerzia generale dispose l’abolizione dei consorzi Sisri e l’affidamento ai comuni della creazione delle Apea con legge attribuiva alle provincie il compito di realizzare nel proprio territorio le Apea, successivamente legiferando in materia con Legge regionale 2 del 31/01/2003.

Incredibilmente la Regione Puglia, invece di ottemperare pienamente a quanto disposto dal decreto legge 112/98 , con legge regioanle 2/2007, decise di disattendere le sue stesse leggi regionali concernenti l’istituzione delle Apea e si limitò a trasformare i consorzi Sisri nei consorzi Asi che oggi a quanto pare si propone di accorpare e non di sostituire con le Apea. Accogliendo varie sollecitazioni, fra le quali, in primo luogo quella di Legambiente che ha redatto una specifica ed articolata proposta, l’allora vicepresidente della giunta regionale pugliese professoressa Angela Barbanente, decise di accogliere la richiesta, istituendo le Apea nell’ambito dello strumento pianificatorio di sua competenza, il Piano Territoriale Tematico Regionale, che nelle norme di attuazione prevede all’articolo 20 comma 8 “La Giunta Regionale individua le modalità e gli strumenti, anche finanziari, adeguati ad attribuire carattere di 18 priorità ai progetti da inserire nel patto, tra i quali assumono particolare rilievo quelli di riequilibrio ecologico, al fine della realizzazione di Aree Produttive Paesisticamente ed Ecologicamente attrezzate Appea”.

Compito del presidente e della giunta della Regione Puglia, è quello non di assumere provvedimenti accentratori delle Asi, ma di dare corso all’attuazione delle Appea con la regolamentazione e la conseguente pianificazione delle stesse. Per esemplificare, pronti a fornire chiarimenti, in ogni caso rintracciabili nell’istruttoria partita con un’audizione nella V commissione consiliare regionale negli atti del Pptr, facciamo presente che le Appea sono soggetti che accomunano nella gestione delle aree industriali le istituzioni territorialmente competenti, le imprese presenti in dette aree industriali e le rappresentanze degli stake holders del territorio, il tutto sulla base di principi, di obiettivi e di strumenti programmatori e di controllo fondati sulla sostenibilità ambientale.

Le Appea sono quindi gli organismi rispondenti alla legge nazionale di riferimento ed al quadro normativo e pianificatorio europeo e nazionale, per cui ne chiediamo l’immediata regolamentazione ed attuazione per progettare e finanziare la transizione e la riconversione ecologica, evitando scelte di retroguardia e ritorni a un non edificante passato che l’accorpamento prospettato delle Asi provocherebbe.

A firma: Forum Ambiente, Salute e Sviluppo, Isde - Medici per l'ambiente, Italia Nostra, Legambiente, No al Carbone, No Tap/snam, Wwf

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