Tre milioni alle Province pugliesi per indagare sugli inquinatori

La spesa è stata autorizzata oggi 25 giugno dalla giunta regionale con apposito provvedimento

Si parla molto di lotta agli inquinatori, ma le azioni in campo non sono ancora sufficientemente estese ed efficaci. Ci vogliono più risorse finanziarie. E nella seduta di oggi 25 giugno 2020 la giunta regionale pugliese ha autorizzato la spesa di 3 milioni di euro da destinare ad azioni di sostegno al “chi inquina paga”,   sintesi della politica europea nel settore,  fondata sui principi della precauzione e dell’azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente.

L’obiettivo è quello di favorire la minore produzione di rifiuti e di altre attività di cui alla legge 549/95 articolo 3 comma 27, destinando le risorse alle sei province pugliesi Città Metropolitana di Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto, per consentire alle stesse lo svolgimento di attività di indagine, volta alla individuazione del soggetto responsabile, anche “secondo il principio del più probabile che non”. Per effettuare tali attività di indagini, la giunta regionale specifica che le Province pugliesi potranno avvalersi di Arpa Puglia e dei Comuni interessati.

Cosa dice quel comma: “Il tributo (il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, ndr) è dovuto alle Regioni; una quota del 10 per cento di esso spetta alle province. Il 20 per cento  del  gettito  derivate dall'applicazione del tributo, al netto della quota  spettante  alle Province, affluisce in un apposito fondo della  regione  destinato  a favorire la minore produzione di rifiuti, le attività di recupero di materie prime  e  di  energia,  con  priorità  per  i  soggetti  che realizzano  sistemi  di  smaltimento  alternativi  alle   discariche, nonché' a realizzare la bonifica dei suoli inquinati, ivi comprese le aree industriali dismesse,  il  recupero  delle  aree  degradate  per l'avvio ed il finanziamento delle agenzie regionali per l'ambiente  e la istituzione e manutenzione delle aree naturali protette”.

Con lo stesso provvedimento, la giunta regionale ha autorizzato  la destinazione delle risorse  indicate per investigazioni di aree, anche territorialmente estese, comunque qualificabili nell’ambito delle procedure ex articolo 244 comma 1 del Testo unico sull’ambiente (“Le pubbliche amministrazioni che nell'esercizio delle proprie funzioni individuano siti nei quali accertino che i livelli di contaminazione sono superiori ai valori di concentrazione soglia di contaminazione, ne danno comunicazione alla Regione, alla Provincia e al Comune competenti”), e pertanto riconducibili alla disposizione del medesimo comma (“Le pubbliche amministrazioni che nell’esercizio delle proprie funzioni individuano siti nei quali accertino che i livelli di contaminazione sono superiori ai valori di concentrazione soglia di contaminazione…”), escludendo dal contributo ogni attività di indagine qualificabile giuridicamente ex articolo 239 comma 3 della stessa legge (bonifiche e ripristino dei luoghi).

Sempre oggi, la giunta regionale  ha approvato il documento “Anagrafe dei siti da bonificare” contenente l’aggiornamento ad aprire 2020 dell’elenco dei siti censiti nell’Anagrafe dei siti da bonificare della Regione Puglia, ex articolo 251 della legge 152/2006 (il Testo unico sull'ambiente) con il relativo stato del procedimento e lo stato di contaminazione. La giunta  ha altresì  deciso di avviare la consultazione, con i Comuni della Regione Puglia, le Provincie pugliesi e la città Metropolitana di Bari, i Dipartimenti di Prevenzione - Strutture territoriali di igiene e sanità pubblica delle Asl pugliesi, nonché con tutti i soggetti direttamente ed indirettamente coinvolti nei procedimenti di bonifica, al fine di reperire ulteriori dati ed informazioni utili e necessari alla verifica dei contenuti dell’Anagrafe dei siti da bonificare.

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