Venerdì, 30 Luglio 2021
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Primo processo direttissimo a Brindisi in videoconferenza

Ma niente sentenza perché il difensore ha chiesto termini. Come funziona questa procedura

BRINDISI – Primo giudizio direttissimo da remoto oggi 29 aprile a Brindisi, con giudice, pubblico ministero, detenuto, teste in videoconferenza, e avvocato difensore presente invece in aula per propria scelta, ovviamente con mascherina. Non si è giunti a sentenza perché la difesa, rappresentata dall’avvocato Gianvito Lillo, ha chiesto termini proprio a causa delle difficoltà di esercizio del proprio ruolo che la classe forense italiana ha già evidenziato, e che vede gli avvocati contrari all’ipotesi ventilata da Ministero della Giustizia e Anm di svolgere i processi online anche dopo la pandemia.

La causa riguardava una circostanza di evasione dagli arresti domiciliari che risale a due giorni fa, avvenuta a Brindisi e con arresto in flagranza. Come stabilito dalla procedura adottata per lo svolgimento dei giudizi in remoto, utilizzando il programma Microsoft Team, il difensore ha ricevuto comunicazione poco prima del collegamento (è previsto un preavviso minimo di 30 minuti) affinché potesse scegliere se partecipare in videoconferenza dal proprio studio, o di persona dall’aula di giustizia o dal carcere.

L’opzione adottata dall’avvocato Lillo è stata quella di recarsi in aula, mentre il giudice unico Angelo Zizzari, il pm di udienza Livia Orlando, il teste (in questo caso un ufficiale di polizia giudiziaria), e l’imputato affiancato – come stabilito – da un operatore di polizia penitenziaria, erano presenti in via telematica. Questa procedura, tra l’altro, permette la consultazione riservata tra difensore e cliente solo per via telefonica, utilizzando, nel caso di stamattina, l’avvocato il proprio smartphone, e il detenuto una linea fissa della casa circondariale, sempre però alla presenza dell’agente.

A Brindisi, i magistrati incaricati di sovrintendere ai processi in remoto sono Barbara Nestore per il Tribunale, e Alfredo Manca per la Procura della Repubblica. Ovviamente, è un tecnico che invece provvede materialmente alla effettuazione del collegamento. L’esperienza odierna è servita a valutare sia i problemi di collegamento da risolvere (l’avvio è stato un po’ difficoltoso), sia quelli relativi all’esercizio dei ruoli.

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