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Un laboratorio di Unisalento realizzerà copie digitali dei Bronzi

Interessati sei reperti del Museo Ribezzo. L'università ha autorizzato il progetto, del valore di 35mila euro

BRINDISI – Sei tra i reperti più importanti recuperati dallo scavo subacqueo di Punta del Serrone, sulla costa a nord-ovest della città di Brindisi, avranno la loro copia digitale tridimensionale. Il consiglio di amministrazione dell’Università del Salento nella seduta del 30 ottobre  ha autorizzato infatti “l’espletamento da parte del Siba del servizio per la realizzazione di sei modelli digitali tridimensionali di statue bronzee, dal giacimento di Punta del Serrone, esposte al Museo archeologico provinciale ‘Francesco Ribezzo’ di Brindisi, per l’importo di 35.000 euro”.

Il Siba è il Coordinamento dei Servizi informatici bibliotecari di ateneo, che ha anche una sezione tecnica con laboratori 2D e 3D. Le copie digitali di reperti archeologici o di parte di essi sono utilizzabili per studio, restauro, ricostruzioni, ma anche fruizione da parte del pubblico. Lavora da anni su questo filone di tecnologie digitali e realtà virtuale applicati all’archeologia anche il Consorzio Cetma con sede in Cittadella della Ricerca a Brindisi. L’offerta storica e culturale ai fini turistici e didattici potrebbe avvalersi a Brindisi, pertanto, di tecnologie avanzate che ne eleverebbero qualità ed attrattività.

Si tratta ormai di superare “l’era dei dépliant” che ancora imperversano come strumento operativo di enti locali ed associazioni incaricate dei servizi culturali e turistici, ed investire in innovazioni che potrebbero elevare di molto l’attrattività e la fruibilità almeno della parte più importante del patrimonio archeologico e monumentale del territorio, facendo rivivere nella realtà virtuale villaggi neolitici e dell’Età del Bronzo, necropoli, città, porti, fabbriche di anfore, opere d’arte. Non mancano, come già detto, le capacità di produrre questa offerta. Si attendono adeguate scelte amministrative.

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