Sabato, 20 Luglio 2024
Attualità Ceglie Messapica

Presidio riabilitativo di Ceglie: "Regione ordina ad Asl una verifica ispettiva"

Lo rende noto il consigliere regionale Fabiano Amati: "Tra qualche settimana dovrebbe concludersi il processo di internalizzazione, ma non risulta compiuto nessun atto della procedura da parte della Asl Brindisi"

La Regione ha ordinato alla Asl di Brindisi una verifica ispettiva sul presidio di riabilitazione di Ceglie Messapica, gestito dalla Fondazione San Raffaele. Lo rende noto il consigliere regionale Fabiano Amati, forte sostenitore del processo di internalizzazione del centro riabilitativo nell’ambito dell’Asl Brindisi,  determinato da una legge regionale che è stata approvata nelle scorse settimane. La struttura, di fatto, diverrà pubblica.

Ora si chiede all’azienda sanitaria locale di procedere con una verifica finalizzata a: produrre documentazione sulla eventuale gara di evidenza pubblica con cui è stato affidato da ultimo il servizio alla Fondazione (anche se non risulta alcuna gara); produrre il titolo contrattuale con cui la Fondazione è legittimata a erogare il servizio; produrre una relazione di dettaglio in ordine ai livelli e alla qualità dei servizi garantiti rispetto ai codici presi in carico dalla Fondazione San Raffaele; produrre una dettagliata relazione in ordine alle attività di controllo esercitate negli anni dalla Asl sulla struttura e sui servizi erogati con particolare riferimento anche all’indice di utilizzazione dei posti letto (come da dati certificati in Edotto e validati dall'Uvarp Asl di Brindisi), le cui prestazioni vengono remunerate a diaria giornaliera (in caso di superamento del volume di prestazioni erogabili rapportate ai posti letto, relazionare in ordine al mancato acquisto di dette prestazioni -cod. 56 - dalle altre strutture presenti sul territorio); fornire, in ordine alle procedure di liquidazione, a far tempo dall’anno 2017, un quadro sinottico distinto per anno e per tipologia di prestazione da cui emerga il tetto di spesa, il fatturato e il quantum liquidato, attestandone regolarità e corrispondenza contabile.

E poi: chiarire la sorte della/e missiva/e inoltrata/e al personale in servizio presso il Presidio de quo in ordine alla rescissione dal/i rapporto/i di lavoro comunicato/i ai lavoratori; relazionare in ordine alla sussistenza attuale dei requisiti organizzativi minimi e ulteriori previsti dalla normativa vigente in ordine all’esercizio e accreditamento dell’attività sanitaria affidata in gestione alla richiamata Fondazione, anche sul fronte del/i rapporto/i di lavoro interessato/i dalla/e missiva/e di rescissione contrattuale; acquisire e trasmettere copia dei contratti del personale in organico nella struttura; acquisire e trasmettere i bilanci dell'erogatore Fondazione San Raffaele, dai quali si evinca il costo del personale effettivamente sostenuto; relazionare in ordine a eventuali consulenze a carico della Asl; individuare l’elenco beni e tecnologie fornite dalla Asl e certificate dal Dipartimento di Prevenzione.

"A queste attività ispettive  - afferma Amati - dovranno aggiungersi quelle oggetto di una mia richiesta d’integrazione, in particolare: criterio di determinazione del costo di locazione dell’immobile; valore dell’immobile; canone mensile riconosciuto, distinto per singole mensilità; tecnologie e arredi di proprietà della Asl, indicando il costo di acquisto e l’attuale valore; tariffa di rimborso delle prestazioni, per singolo codice; consulenze affidate e poste a carico della Asl di Brindisi; valutazione di ricoveri ospedalieri di pazienti trasferiti dal San Raffaele; costo lavori strutturali eseguiti negli anni e a carico della Asl.

"Inoltre tra qualche settimana – conclude il consigliere regionale - dovrà concludersi il processo d’internalizzazione del servizio, così come dispone la legge regionale, ma allo stato non risulta compiuto nessun atto della procedura da parte della Asl Brindisi, nonostante si tratti di adempimenti meramente burocratico-formali, considerato che il personale attualmente in servizio dovrà essere semplicemente integrato in una unità operativa dell’ospedale Perrino o comunque della Asl di Brindisi”.

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