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Violazione obblighi di informazione: altre due vittorie dei risparmiatori

L'arbitrato per le controversie finanziarie accoglie le tesi difensive delle associazioni dei consumatori

L'avvocato Graziuso

Dopo la storica sentenza emessa dal giudice Roberta Marra del tribunale di Brindisi, con la quale per la prima volta in Italia, a quanto consta, non solo è stata dichiarata la risoluzione dei contratti di acquisto dei titoli Veneto Banca ma l’Istituto di credito che ha venduto detti titoli, nella fattispecie Banca Apulia (successivamente incorporata per fusione ad Intesa San Paolo s.p.a.)  è stata condannata al risarcimento del danno in favore del risparmiatore di 81.649,75 euro, oltre interessi, continua il trend di vittorie nei confronti dell’Istituto di credito del Coordinamento istituito da Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, la Confconsumatori Brindisi, Osservatorio Lidu sui fenomeni di usura, estorsione e sovraindebitamento e l’Acu Calabria.

Nei giorni scorsi, infatti, l’Arbitro per le Controversie Finanziarie (Acf) ha emanato due decisioni con le quali ha accolto i ricorsi presentati da due associati del Coordinamento riconoscendo il diritto degli stessi ad ottenere il risarcimento del danno, quantificato rispettivamente in 10.324,13 euro e 20.614,85 euro da parte della Banca Intesa San Paolo, quale incorporante Banca Apulia. “Con la storica sentenza ottenuta dinnanzi al Tribunale di Brindisi, nella persona della dott.ssa Roberta Marra  – afferma l’avv. Emilio Graziuso, Presidente del Coordinamento - siamo stati da subito consapevoli di aver dato una svolta nell’annoso contenzioso relativo alla vendita dei titoli Veneto Banca. Questa consapevolezza matura ogni giorno di più, alla luce delle vittorie che abbiamo ottenuto successivamente a detto provvedimento da ultimo con due decisioni consecutive dell’Acf”.

In entrambe le decisioni l’Acf ha accolto integralmente la linea difensiva dei risparmiatori, riscontrando la violazione degli obblighi di informazione da parte dell’Istituto di credito intermediario. Come sostenuto dagli associati del Coordinamento, infatti, l’allora Banca Apulia, oggi Intesa San Paolo s.p.a., nella vendita dei titoli Veneto Banca non aveva reso edotti i risparmiatori della natura, dei rischi e della pericolosità dell’investimento posto in essere. I risparmiatori, quindi, solo successivamente si sono resi conto che detti titoli, lungi dall’essere sicuri erano in realtà azioni illiquide e, quindi, titoli a rischio.

In entrambi i casi, i risparmiatori hanno cercato di addivenire ad un accordo bonario con la Banca ma senza successo e, successivamente, sono stati, quindi, costretti, per cercare di ottenere il riconoscimento dei propri diritti, ad agire dinnanzi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie. Purtroppo, un’azionista dopo il reclamo sporto nei confronti della Banca è deceduto e, pertanto, la procedura dinnanzi all’Acf è stata condotta dagli eredi.

“I provvedimenti successivi alla breccia che abbiamo aperto con la sentenza ottenuta dinnanzi al Tribunale di Brindisi, tutti favorevoli ai nostri assistiti è motivo di grande soddisfazione ed entusiasmo per il nostro Coordinamento. Siamo impegnati, infatti, da quasi venti anni nella tutela dei risparmiatori coinvolti nelle tristi vicende di risparmio tradito dallo scandalo della allora Banca 121 alla vendita di titoli Parmalat, Cirio, Cerruti, Argentina, Giacomelli, ed ora nelle controversie riguardanti i risparmiatori della Veneto Banca e della Banca Popolare di Bari. La nostra speranza è che le ormai numerosissime vittorie ottenute in materia a livello giudiziale, sull’intero territorio nazionale, portino ad una riforma della normativa di settore che ponga al centro la tutela effettiva del risparmiatore affinché vicende economiche, come quelle in esame, non si trasformino in veri e propri drammi familiari e personali” conclude l’avvocato Emilio Graziuso

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