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Mercoledì, 17 Aprile 2024
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"Impennata dei costi, sarà una ripresa dura per le piccole e medie imprese"

Intervista a Dino Ligorio, titolare di un pastificio a San Vito dei Normanni, presidente del settore agroalimentare Cna Brindisi sulle ripercussioni per le aziende del Brindisino a causa dei rincari

BRINDISI – Il caro bolletta, il rialzo del grano e il blocco dei tir a causa dell’extra costi del carburante sta mettendo a dura prova, anche, le piccole e medie imprese. Gli effetti di una situazione dai contorni insostenibili si vedono nel territorio brindisino dove parecchia merce giace nei magazzini senza possibilità di arrivare sugli scaffali del nord Italia o all’estero.

“Non condanno l’azione dei trasportatori perché il caro gasolio e non solo, continuerà a contribuire al caro prezzi generale che impatterà sull’economia non solo dei singoli trasportatori ma sull’economia nazionale pro-capite – dichiara Dino Ligorio, imprenditore di San Vito dei Normanni, presidente del settore agroalimentare Cna Brindisi, presidente regionale Cna pastai e componente del comitato tecnico nazionale Cna pastai - certo è, comunque, che tale situazione sta arrecando grandi difficoltà alle aziende che spediscono in Italia ed all’estero causando merci ferme nei magazzini e nelle aziende stesse”.

Puglia, Molise e Sicilia sono le regioni particolarmente significative, a livello nazionale, nella produzione sia di frumento duro, sia di semole di frumento duro destinate alla produzione di pasta e le iniziative degli autotrasportatori stanno determinando il fermo produttivo di numerosi impianti molitori che operano in queste regioni. Il costo di un chilo di pasta, nella grande distribuzione, è aumentato del 38 per cento. Ma l’industria italiana della pasta è ‘minacciata’, anche, dal conflitto nell’Est Europa: grandi quantità di grano è fermo, infatti, in Russia.

"È vero che noi ritiriamo solo grano nazionale – continua Ligorio – ma, sicuramente, il problema estero incide di rimbalzo perché nel momento in cui i nostri concorrenti non ricevono grano dall’estero, dovranno far fronte alle giacenze locali. E questo metterà in difficoltà chi utilizza, come noi, solo grano locale. Le quantità inizieranno a scarseggiare e sarà inevitabile l’aumento dei prezzi che già sono eccessivamente alti.”

Una situazione difficile, quindi, in questo periodo storico dove tante sono le problematiche e tematiche importanti per le quali, dice Ligorio, azioni necessarie dovrebbero essere intraprese ed avviate prima sui tavoli politici nazionali e regionali: “Mentre si cominciavano ad intravedere spiragli di ripartenza, e soprattutto all’indomani dall’annuncio della fine dello stato d’emergenza previsto per il 31 marzo, questi problemi, a partire dai bilanci familiari, si ripercuoteranno su tutta l’economia nazionale ma a maggior modo sui più piccoli, la cui ripresa si farà sempre più dura e la salita più ardua”.

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