Spettacolo sulla litoranea: a Brindisi lo yacht a vela più grande al mondo

Yacht A dell'oligarca Melnichenko ha sostato al largo di Punta Serrone. I limiti del cono d'atterraggio hanno impedito l'ingresso in porto

BRINDISI - Una mega imbarcazione bianca risplende all’orizzonte. Yacht A, la yacht a vela più grande del mondo, ha sostato stamani (domenica 25 ottobre) al largo di Punta del Serrone, in rada al porto di Brindisi. Il gioiellino dell’oligarca russo Andrey Melnichenko, uno degli uomini più ricchi al mondo, è stato progettato da Phlilip Stark. E’ lungo 142,81 metri e un pescaggio di 8 metri, per un’altezza di 100 metri. In grado di viaggiare a una velocità massima di 16 nodi (30 chilometri orari) può accogliere, distribuiti fra otto ponti, 54 membri dell’equipaggio. Le vele, costruite negli Stati Uniti, hanno una superfice pari a un campo da calcio. Tutto questo ha avuto un costo di circa 425 milioni di euro. 

Yacht A è stato costruito da da Nobiskrug a Kiel, in Germania. Il varo risale al 2015. La consegna è avvenuta nel febbraio 2017. Da allora naviga sotto la bandiera delle Bermuda. Proveniente dal porto di Siracusa, è arrivato a Brindisi intorno alle ore 8, per effettuare uno scalo tecnico curato dalla società Luise Yachting Puglia, dell’agente marittimo Teodoro Titi. In tarda mattinata è ripartita alla volta di una destinazione nel mar Adriatico.  Il proprietario ha voluto chiamarlo “A” affinché risultasse primo in tutti i registri.” 

La questione cono d'atterraggio

Il porto di Brindisi, dunque, si conferma “strategico geograficamente – scrive Teodoro Titi in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook - per questo traffico. Purtroppo finché rimarranno i limiti imposti dal cono di atterraggio grandi barche a vela non potranno entrare in porto. Sperando che qualcosa cambi lavoriamo continuando a crederci”. 

A stretto giro, sotto al post di Titi, ha postato un suo commento anche il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, sulla questione riguardante il cono d’atterraggio. In conclusione di una lunga disamina sulle problematiche tecniche riguardanti lo spostamento della soglia Thr 31, Griffi sostiene: “Considerata l’imminente conclusione della fase di Verifica della Progettazione Esecutiva, si prevede con ogni probabilità l’ultimazione delle opere attinenti lo spostamento della soglia THR 31 funzionale al miglioramento in termini di safety dell’operatività del traffico marittimo e quindi l’effettiva operatività dell’infrastruttura di volo RWY 13_31 nella nuova configurazione entro e non oltre l’inizio della stagione estiva 2021”. 
 

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