Mercoledì, 22 Settembre 2021
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"L' intenzione delle dimissioni del sindaco, per gli ingenui che ci credono"

Nota di Vincenzo Albano, ex consigliere comunale

BRINDISI - Bisogna ammettere che è una trovata geniale. Anche se, per certi versi,  l'intenzione del sindaco di  dimettersi appare una vicenda che  potremmo senz'altro  definire fantasiosa. Alcuni poliici pur di rimanere incollati alla poltrona, si inventano di tutto. Dopo lo tsunami della mancanza del numero legale, che aveva impedito lo svolgimento della riunione del consiglio comunale, il sindaco ha fatto trapelare, attraverso la carta stampata, come si conviene nelle occasioni importanti,  la sua intenzione di dimettersi dall'incarico. Solo intenzione, senza atti formali. Almeno per chi ci crede.

Un pericolo per fortuna ( anche se non si comprende di chi)  sventato dal tempestivo intervento di quell'angelo custode del Presidente della regione Puglia,  sempre vigile a tutelare, solo con le promesse,  gli interessi della nostra città, che  affollano  la sua mente  in concomitanza delle   tornate elettorali o, come sta avvenendo attualmente, in occasione della nascita del suo partito. Nondimeno, i sempre più risicati simpatizzanti del sindaco possono stare tranquilli. Resta lì, anche se purtroppo tutto rimane faticoso come prima. La fantasia delle dimissioni era fondamentalmente un avviso anticipato di sfratto, rivolto a quei componenti indisciplinati  della maggioranza che hanno fatto mancare il numero legale, ove avessero insistito a replicare quei comportamenti fastidiosi, rammentando  che possono avere effetti deleteri non solo nei suoi confronti , ma anche per loro e per chi, all'interno del consiglio, volesse condividerne il percorso.

Ma con quel segnale ha cercato anche  di  anticipare e porre argine alla pressante e crescente richiesta di dimissioni proveniente da tanti  politici e cittadini delusi. Bisogna innanzitutto aggiungere, ma forse sottolineare, che la buona politica insegna, che dimissioni si danno o non si danno, non si preannunciano addirittura nelle intenzioni, altrimenti si corre il rischio di barare. Ma mi chiedo, nel frattempo che  fa un  sindaco che è arrivato al punto di manifestare l'intenzione di rimettere il mandato? Rimane lì per tirare a campare? Per replicare i disastri di sempre?

Comunque dal punto di  vista formale niente è accaduto,  lui rimane in sella. Però non credo che si possa continuare a fare finta di  niente, perchè i cittadini hanno il diritto di sapere quello che realmente accade. Anche perchè siamo in presenza  di una crisi che non riguarda solo il progetto Edison,  ma evidenzia un disagio molto più complesso  che viene da lontano, vissuto da tempo all'interno dell'amministrazione e dal partito di riferimento della maggioranza, che la vicenda Edison ha fatto esplodere. Una crisi che è iniziata all’indomani della sua elezione a Sindaco,  che  si è sempre ostinato a non voler vedere e a non fare niente per rimediarvi.

Era accaduto, infatti, che dopo aver ostentato per tutta la campagna elettorale, ma anche prima,  i contenuti  di novità del suo progetto di governo della città, i cittadini,  i lavoratori, gli artigiani, i commercianti, le imprese e diversi  politici hanno preso atto che niente era diverso.  Anzi  tutto andava  peggiorando a dispetto della narrazione idilliaca, che veniva propagandata dal palazzo a tutte le ore  nelle trasmissioni televisive, sul web  e sui giornali. Una maggioranza di governo che si è sempre dimostrata  fragile, insicura,  latitante sulle questioni di sofferenza  della città  e  dei cittadini,  abbandonati a se stessi, tartassati, spesso  rottamati nei loro diritti e nelle loro  esigenze. Su questo credo si debba concentrare il pensiero della buona politica.

Sul bilancio negativo di questi anni fallimentari in cui non si è fatto praticamente nulla   per  risolvere le condizioni di estrema difficoltà vissute da questa sempre più martoriata città. II sindaco, la  giunta, i partiti di governo sono riusciti a rimanere semplicemente testimoni mummificati di un declino che è diventato inarrestabile. Sempre  in attesa dell'arrivo della manna dal cielo che potesse risolvere i problemi. Purtroppo, la situazione dà contezza della inadeguatezza di questa  classe politica di governo, che oltre a non avere una credibile visione complessiva di futuro, si è dimostrata totalmente incapace di  analizzare ed affrontare adeguatamente i problemi attuali della città, le sue emergenze.  Incapace di motivare e dare significato e dignità al proprio ruolo.

Siamo giunti al punto in cui  molti cittadini  non comprendono in che cosa consista la funzione del sindaco e dei  politici attuali di maggioranza, che considerano il vero ostacolo alla rinascita di questa città. Su questo terreno ci si impegnare, con  i fatti, non con le illusioni, se non si vuole allontanare ulteriormente la gente dalla politica. Decidendo in fretta,  senza lasciare niente in sospeso, liberando la città dall'agonia del tormentone delle dimissioni  limitate alle  sole intenzioni. Oltretutto  il sindaco farebbe anche un piacere  a se stesso   liberandosi   dal sacrificio a cui si è votato non formalizzando quelle  dimissioni, che, si dice,  aveva già scritto e, purtroppo, non formalizzate. Tutto comunque sarebbe meglio della situazione attuale.

Vincenzo Albano
 

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