Martedì, 26 Ottobre 2021
Opinioni

Opinioni

Opinioni

A cura di Blog Collettivo

Ospitiamo in questo Blog opinioni di alcuni cittadini Brindisini

Opinioni

Mentre combatte il Califfato, Teheran allarga la sua zona d’influenza

Dopo 12 anni di conflitto in Iraq e oltre cinque in Siria, l'Iran è ora più vicino che mai a garantirsi il controllo di un corridoio di terra che attraversi tutta la regione, potenziando la presenza politica della Repubblica islamica su tutte le terre arabe

I terroristi dell’ Isis non hanno occupato in questi anni solo parte della Siria. Anche una porzione dell’Iraq è stata, sino ad ora, sotto il loro controllo. E proprio in Iraq, non lontano dalla città di Mosul, vi è attualmente una massiccia forza militare che sta mettendo a punto alcuni piani d’attacco per liberare definitivamente la seconda città irachena dalla grinfie e dalla barbarie dell’ Isis.

Si tratta di una milizia di volontari sciiti, che dovrebbero attaccare da Ovest la città, mentre l’esercito nazionale iracheno dovrebbe fare irruzione dalla parte Sud –est, nel tentativo di ricacciare i terroristi verso Raqqa, in Siria. Secondo gli accordi presi, questa milizia non dovrebbe comunque entrare nella città liberata, affinché  la popolazione di Mosul , a maggioranza sunnita, sia rassicurata dal fatto che non vi siano settarismi di vario genere degli sciiti contro di loro. Su tutto il territorio iracheno vi sono oggi molte milizie di irregolari sciiti, supportati ed appoggiati dall’ Iran.

La loro presenza è essenziale per le ambizioni mai nascoste di Teheran: allagare il più possibile le proprie zone di influenza non solo sul suolo iracheno ma anche in tutto il Medio Oriente.  Dopo 12 anni di conflitto in Iraq e oltre cinque in Siria, l'Iran è ora più vicino  che  mai a garantirsi il controllo di  un corridoio di terra che attraversi tutta la regione, potenziando  la presenza politica della Repubblica islamica su tutte le terre arabe.

Il progetto iraniano ha preso forma sin  dal 2014 ed ha coinvolto il nord iracheno curdo, il nord-est (sempre curdo) della Siria e la zona a Nord di Aleppo,  dove l'Iran e le sue milizie alleate  ( Hezbollah in testa) sono la forza prevalente su tutto il territorio. Ecco perché recuperare in pieno il controllo della città di Aleppo è fondamentale per gli iraniani, alleati di Bashar Assad. Un progetto ben studiato e ben progettato, che di certo non è stato gradito alla Turchia per l’alleanza che si è venuta a verificare tra i curdi e Teheran.

La mente militare, che coordina le milizie sciite, è il generale iraniano Qassem Suleimani, già capo delle “Guardie Rivoluzionarie”, fulcro di tutte le forze armate.  Molti analisti ritengono che la diffusione dell’egemonia militare iraniana in Iraq sia letteralmente esplosa nel 2011, quando gli Stati Uniti hanno deciso di ritirarsi dopo la decisione, senz’appello, di Barack Obama. In ogni caso il grande gioco di interessi economici, politici e militari continua in tutto il Medio Oriente. Staremo a vedere come andrà a finire. Per ora l’unica cosa che non finisce sono i conflitti in Iraq e in Siria, che hanno provocato oltre 500mila morti in cinque anni e mezzo.  Anche domani a tante donne siriane ed irachene toccherà piangere sulla tomba dei propri mariti o dei propri figli.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Mentre combatte il Califfato, Teheran allarga la sua zona d’influenza

BrindisiReport è in caricamento