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A cura di Blog Collettivo

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La città è al collasso, ma per la politica c'è solo il manuale Cencelli

Abbiamo assistito ancora una volta ad una fumata nera per la quarta giunta del Comune di Brindisi. Ancora una fumata nera per una città che deve ancora attendere le miserie di un'alchimia politica ormai fuori da ogni logica e fuori dal tempo

Abbiamo assistito ancora una volta ad una fumata nera per la quarta giunta del Comune di Brindisi. Ancora una fumata nera per una città che deve ancora attendere le miserie di un’alchimia politica ormai fuori da ogni logica e fuori dal tempo. Che non c’è. Non c’è più tempo per rimandare la rinascita di una città ormai al collasso.

Al collasso è l’attività produttiva, con le imprese locali (tranne qualche eccellenza) sempre più legate alle incerte sorti della grande committenza, la quale ha grosse difficoltà a riconvertire la propria attività secondo il nuovo paradigma della green economy; l’ambiente, sempre più chiaramente segnato da una politica industriale a volte spregiudicata a volte ignara; il porto, che nonostante la sua conformazione ed accoglienza non riesce ad esprimere le sue potenzialità, di fatto un porto vuoto; il commercio, ormai da qualche anno con un saldo negativo, tra nuove imprese e imprese cessate.

In questo scenario desolante i partiti della maggioranza sono incapaci di superare la propria miopia con proposte libere da preoccupazioni che nulla hanno a che fare con una nuova visione di città. Purtroppo sempre centrate su miserrimi interessi personali mettendo in scena la solita commedia condita da ipotetici slogan che si potrebbero riassumere con “stiamo lavorando per voi” oppure “stiamo cercando la formula migliore per governare la città”.

Alchimia appunto. E pure di bassa lega, con una riproposizione in chiave dialettale del manuale Cencelli. Ed in tutto questo il Partito Democratico sembra essere appagato del probabile risultato : la riconferma dell’assessore Lino Luperti, che a detta di tutti è tra coloro che hanno dato lustro a questa amministrazione, la nomina del dott. Monetti, stimato professionista e già consigliere, e la conseguente entrata del consiglio comunale del giovane Umberto Ribezzi che però ha “criticato per mari e per monti l’amministrazione Consales” (Lucia Portolano su Brindisi Oggi).

Ma il Pd non può e non deve fermarsi solo a questo. Rappresenta in città il 30% circa (elezioni Europee) e non può lasciare che ci sia il classico assalto alla diligenza rinunciando al suo ruolo di “suggeritore“di un recupero definitivo di quello che una volta è stato il programma del sindaco, intorno al quale si sono catalizzate le diverse componenti politiche. La città ha bisogno di persone capaci e competenti che con spirito di abnegazione e sacrificio possano ridare slancio all’attività del sindaco, non di questuanti.

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