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A cura di Blog Collettivo

Ospitiamo in questo Blog opinioni di alcuni cittadini Brindisini

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Fasano trova i soldi per palasport da 4mila posti. Brindisi dorme

Sta per nascere a Brindisi un nuovo movimento di opinione. Il suo obbiettivo è quello di trasferire il Comune di Brindisi nella costituenda provincia di Fasano. Fantapolitica? Neanche per scherzo, il neo costituito comitato organizzativo si sta già attrezzando per la raccolta delle firme e chiedere al marito della sindaca la possibilità di indire un referendum

Sta per nascere a Brindisi un nuovo movimento di opinione. Il suo obbiettivo è quello di trasferire il Comune di Brindisi nella costituenda provincia di Fasano. Fantapolitica? Neanche per scherzo, il neo costituito comitato organizzativo si sta già attrezzando per la raccolta delle firme e chiedere al marito della sindaca la possibilità di indire un referendum. La discussione nel comitato è stata molto vivace, soprattutto sull’ipotesi presentata da una parte degli aderenti che proponeva invece di chiedere l’annessione a Francavilla Fontana. Questa ipotesi è stata sconfitta perché a Francavilla sono rissosi e voltagabbana.

A Fasano, invece, quando si tratta di affari fasanesi e delle frazioni, tutte le tribù della politica sotterrano le asce di guerra. Solo uniti, come sanno fare da sempre e bene i cittadini del sud-est barese, si giunge alla meta. Loro poi si sentono come gli altoatesini. Con noi brindisini non hanno niente a che fare, non fosse stato per quell’atto canagliesco del fu Benito che nel 1927 li assegnò d’imperio alla neo costituita provincia di Brindisi.

Di solito tocca ai rappresentanti locali nelle istituzioni che contano difendere e lavorare per lo sviluppo del loro territorio o collegio elettorale. Se chiedete ai brindisini, anche a quelli che leggono i giornali, per quali meriti dovrebbero continuare a votare per i concittadini che seggono sugli scranni del Parlamento o del Consiglio Regionale, la risposta è una sola: booooh? A Fasano, invece, risponderebbero in massa: per il senatore Nicola Latorre e per il consigliere regionale Fabiano Amati. E’ vero che il primo è solo un nominato, ma il secondo di voti ne prende e pure tanti. E tanta è l’attenzione che mettono agli interessi del loro comune.

Latorre, senatore e presidente della Commissione Difesa, in un certo modo lavora lontano dai riflettori, ma gode ancora dei benefici dell’agenda di quando era il capo della segreteria di Massimo D’Alema. Più tangibile sul territorio la presenza di Fabiano Amati. Qualche anno fa l’ospedale di Fasano era destinato a chiudere costringendo i fasanesi ad andare nella “nemica” Ostuni? Nessun problema, Amati guidò con fermezza e competenza le iniziative per far sorgere un nuovo, moderno ospedale nella zona, sia pure in territorio di Monopoli e che servisse i comuni del circondario. Una dismissione? No un premio. L’ospedale ancora non c’è, ma è solo questione di due-tre anni. E da assessore ai Lavori Pubblici, Amati non si è risparmiato per la sua Fasano e per la costa da Savelletri a Torre Canne.

In ultimo, e qui stiamo scoppiando di invidia noi “baskettari” brindisini che ogni domenica ristretti come sardine, sacramentiamo al Pala Elio. Il Comune di Fasano tra qualche mese avrà il suo moderno palazzetto dello sport capace di più di quattromila comodi posti a sedere e magari anche con i cessi come Dio comanda. Come ha fatto se i Comuni piangono miseria? Semplice. Sfruttando le leggi dello Stato, senza rischiare di incorrere nel solito vecchio dilemma finto moralistico della politica: i soldi vanno spesi per lo sport o per le scuole?

Noi diremmo per tutti e due, senza dimenticare che lo sport non è solo divertimento e ad un certo livello anche indotto di carattere economico. Da Roma –c’è anche lo zampino di Latorre?- è giunta al Comune di Fasano che aveva partecipato al bando per nuove infrastrutture sportive, la bella somma di due milioni. E Amati? Mica lui sta a guardare, anche se non è più assessore. Da presidente della Commissione Bilancio, sa come gira il mondo e riesce, in sede di approvazione del bilancio della Regione, ad aggiungere alla somma già stanziata da Roma, un altro milioncino e passa di euro perché l’opera sia totalmente finanziata.

A festeggiare con i fasanesi giunge il custode del sistema renziano, il sottosegretario Luca Lotti. Il prossimo 4 dicembre i fasanesi anche di questo dovranno ricordarsi. Per non farsi mancare niente, Amati qualche giorno dopo celebra l’assegnazione al comune di Fasano di due importanti proprietà regionali: il Minareto e il palazzo dei congressi, nella stupenda Selva. Non è una cessione definitiva, ma solo per cento anni. Basta si è detto a Brindisi, vogliamo diventare fasanesi anche noi.

Il problema è che a Brindisi, si ragiona ancora con la logica dei branchi. E siamo tanto deboli che basta un accordicchio di potere a Francavilla Fontana o a Ostuni, oppure la transumanza di qualche consigliere comunale a Ceglie Messapica, che qui scoppiano mezzi tsunami. Come ad esempio quello al consorzio Asi delle scorse settimane, ed anche lì la presenza attiva di Fasano e di Amati non è mancata.

Torniamo al problema  del palazzetto dello sport di Brindisi, non si muove foglia. Il Comune è come se non esistesse. I soldi un tempo messi da parte per realizzarlo, si sono volatilizzati con il passare degli anni. Né dal Comune si ha notizia della partecipazione a bandi nazionali o regionali per farsi finanziare l’opera. Piuttosto c’è l’impressione che a Palazzo di Città le tribù politiche che oggi l’amministrano scambino ancora lo sport con chi, temporaneamente, lo rappresenta.

Una idiozia totale. Come dimostra ampiamente il risultato delle ultime elezioni amministrative. Se sul candidato Nando Marino fossero andati proporzionalmente gli stessi consensi di cui gode da decenni il basket a Brindisi, sarebbe stato eletto sindaco con una percentuale superiore a quella bulgara di Antonino nel 2002! Tutti sanno invece come è andata a finire. Ci siamo finalmente affrancati dall’antica sudditanza della politica affidata al pallone.

Il problema esiste e a niente vale fare come gli struzzi. Sinora a parlarne sono stati solo i giornalisti appollaiati per lavorare nello spazio a loro assegnato al PalaElio. Tace la politica, tace la società (e sbaglia), tace l’associazione nata per sostenere meritoriamente la squadra, il “Volare a canestro”, che pure avrebbe titolo per alzare la voce. E’ politicamente scorretto dire che, nella gerarchia dei bisogni di questa città, la costruzione di un nuovo palazzetto è più importante di un inutile Shuttle o di un improbabile orto botanico? Ebbene sì, ancora una volta, insieme all’annessione a Fasano, voglio esserlo io.   

  

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