Opinioni

Opinioni

Accordi per le centrali, adesso i partiti si mettano alla prova

BRINDISI – Nel fugace incontro avvenuto nella tarda mattinata di ieri, ai margini di quello per la questione Alenia, il presidente della giunta regionale Nichi Vendola, il sindaco di Brindisi, Domenico Mennitti, e il presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, hanno stabilito di incontrarsi nuovamente entro la prima decade di ottobre per affrontare il tema della ripresa del confronto con Enel: obiettivo, il nuovo accordo di compatibilità ambientale per la centrale termoelettrica di Cerano.

BRINDISI – Nel fugace incontro avvenuto nella tarda mattinata di ieri, ai margini di quello per la questione Alenia, il presidente della giunta regionale Nichi Vendola, il sindaco di Brindisi, Domenico Mennitti, e il presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, hanno stabilito di ritrovarsi nuovamente entro la prima decade di ottobre per affrontare il tema della ripresa del confronto con Enel: obiettivo, il nuovo accordo di compatibilità ambientale per la centrale termoelettrica di Cerano.

Si tratta di un appuntamento istituzionale che tuttavia meriterebbe un’attenzione politica maggiore da parte delle forze politiche brindisine, sia nella loro rappresentanza elettiva che in quella che dovrebbe avere rapporti e dialogare con i cittadini e le forze sociali. Al tema del rinnovo delle cosiddette convenzioni con le società energetiche, in uno dei poli di produzione più importanti del Paese paradossalmente si dedica scarsa attenzione e scarsa elaborazione. Che fine ha fatto la presunta voglia di capire e sapere sbandierata in occasione delle audizioni promosse da una commissione del consiglio provinciale a proposito del rigassificatore? Che analisi è stata fatta della situazione, degli assetti delle tre centrali Enel, Edipower ed Enipower?

Dovrebbe essere pane quotidiano dei partiti brindisini, la politica energetica, invece la scena è stata lasciata ai soli sindacati, al movimento ambientalista e ai gruppi di lavoratori cosiddetti spontanei che periodicamente rispondono con “provocazioni” alle “provocazioni” del fronte ostile al carbone. Perché invece Comune e Provincia, o gli stessi partiti sulla base di un accordo di buona politica, non organizzano un momento pubblico di approfondimento ed analisi (non il solito scambio di slogan) che abbia  anche valore scientifico, e sia fonte di indicazioni per la trattativa da riaprire? Oppure tutto va lasciato ai tavoli tecnici e istituzionali, che invece dovrebbero rappresentare la sintesi di un confronto ampio e responsabile, visto che in gioco ci sono salute, ambiente, investimenti, lavoro e aspettative delle imprese?

Voglio citare in questa circostanza l’ottimo lavoro d’inchiesta fatto dai giornalisti della trasmissione “Presa diretta” sul nucleare in Europa, andato in onda domenica sera, per sottolineare come si dovrebbe indagare, acquisire dati, giungere alla definizione delle situazioni reali. Il tempo per organizzare un evento di lavoro sul tema degli assetti attuali e di quelli futuri del polo energetico brindisino c’è, perché i dati – appunto – esistono e bisogna solo tirarli fuori nella massima trasparenza, coinvolgendo l’Arpa, le stesse società elettriche, esperti. E a proposito di trasparenza, voglio concludere sottolineando come in questa città essa sia diventata solo una evanescente enunciazione.

C’è stato un periodo (sino all’inizio del 2009, per la precisione) in cui noi giornalisti avevamo accesso ai dati periodici delle emissioni delle tre centrali, depurati certo da ogni dettaglio che potesse creare nocumento al segreto industriale. Ma conoscevamo l’andamento della situazione, e anche quanto carbone si sbarcava a Brindisi mese per mese. Oggi nel polo energetico forse più importante d’Italia c’è solo l’Arpa con gli aggiornamenti del suo sito a rendere noti i parametri della qualità dell’aria. Ma non con conosciamo più le cifre comunicate periodicamente dalle centrali agli enti locali sulle emissioni massiche, e neppure i dati dei traffici portuali. Tutto assurdamente blindato nei cassetti della Provincia e del Comune, e in quelli dell’Autorità Portuale. E ci fosse stato un consigliere, almeno uno, capace di protestare.

Forse è più comodo delegare tutto a Vendola, Mennitti e Ferrarese, e dedicarsi ad altro, salvo poi cavalcare la tigre di passaggio, come fanno spesso i sindacalisti di turno (anzi, niente turni: sono sempre gli stessi) che si sentono legittimati a sostituire anche la politica nei comunicati, nelle assemblee, in tv, in piazza. Tanto da condizionare anche le posizioni degli stessi partiti, che o non ne hanno di proprie, o sono a livelli di bozza o di enunciazione. E  qualcuno si chiede perché a Civitavecchia o lungo il Po i territori riescono a strappare ad Enel o a Edipower accordi impensabili invece a Brindisi. Sarà certo una domanda retorica.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Bomba, App di un brindisino emigrato a Londra dopo la laurea

  • Scontro fra auto e bici: muore infermiera, un arresto per omicidio stradale

  • Bomba, centro commerciale Le Colonne: il 15 dicembre apertura anticipata

  • Bomba: le direttive sull'evacuazione e l'elenco aggiornato delle vie

  • Ospedale Perrino, l'oncologa Palma Fedele premiata per empatia con le pazienti

  • Bombe, Torino: evacuati in 10mila. Il 15 dicembre toccherà ai brindisini

Torna su
BrindisiReport è in caricamento